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FORUM  SEDUCTORUM



Seduzione nel mondo
Soldi&Lavoro

La mia esperienza in Svezia
Domenica 26 Giugno 2016   21:49    GS_KARLSSON
Su invito del Maestro, conosciuto durante il mio recente corso look a Budapest, mi appresto a descrivere quella che è la mia esperienza qui in Svezia. Questo report non vuole essere una mera descrizione della seduzione, ma uno spaccato di vita della società svedese, con, chiaramente, le implicazioni sulla seduzione.

Non so che idea avete della Svezia, sicuramente non è (più ?) il paese che vive nell'immaginario collettivo.
La prima cosa che si nota arrivando in Svezia è il gran numero di mendicanti. Sono per lo più romeni, anche se,raramente, può capitare di incontrarne di svedesi. Questi "EU-migranter", come vengono chiamati, sono tollerati, ma leggendo i giornali, si capisce che questa situazione disturba, e neanche poco. L'anno scorso a Malmö (dove vivo), è stato sgombrato con la forza un accampamento di migranti. E' stato perfino offerto loro il biglietto di sola andata per la Romania, ma non so quanti abbiano accettato.
Tuttavia se i romeni danno fastidio per una semplice questione di decoro (a Stoccolma nel 2015, sono stati affissi manifesti di scuse in inglese rivolto ai turisti per la massiccia presenza di mendicanti, manifesti poi rimossi), ben altra cosa è la questione dei rifugiati dai paesi extra europei.

L'anno scorso sono arrivati ca. 160.000 rifugiati. In Italia questa notizia è stata strumentalizzata, nel senso che la Svezia era da prendere ad esempio per quanto riguarda l'accoglienza. La Svezia non gli ha ancora accolti, ma solo registrati. La pratica di ciascuno di questi rifugiati deve essere esaminata da un ente, il migrationverket . Infatti, c'è stata la "sparata" del ministro dell'interno che diceva che ca. 60.000 - 80.000 rifugiati sarebbero stati espulsi. Il ministro è stato costretto a correggere il tiro affermando che quella era semplicemente una sua previsione, giacché lui non ha voce in capitolo. Ma tant'è, la notizia ha fatto il giro del mondo e lo scopo appare chiaro: comunicare a tutti i potenziali rifugiati che in Svezia non c'è posto per loro.

Il problema è di natura sia sociale sia di sicurezza pubblica.
Partiamo dalla sicurezza pubblica. Secondo il Säpo (Säkerhetspolisen, è un ramo dei servizi segreti svedesi, che si occupa di controspionaggio, antiterrorismo, protezione della Costituzione e di soggetti sensibili, quali personalità reali e del corpo diplomatico) ca. 300 cittadini svedesi si sono uniti all'isis. Non si dice, ma è chiaro a tutti che questi cittadini sono arabi nati in Svezia e diventati cittadini svedesi. Uno è stato fermato per legami con l'attentato di Bruxelles, lavorava per il comune di Malmö. Polemica di questi giorni è quella tra polizia e il migrationverket. Infatti un noto (alle polizie europee) un jihadista bosniaco ha chiesto asilo politico. La polizia si lamenta che basta pronunciare la parola "asilo" e le porte si spalancano per chiunque.
L'anno scorso (2015) sono stati incendiati una ventina di centri di accoglienza. C'è un'insoddisfazione crescente, anche se i giornali battono il tasto della giustezza di questa politica di accoglienza. Non si è letto più nulla, forse per evitare l'emulazione, ma anche perché c'era la proposta di tenere segreti questi centri.

Il problema è anche di natura sociale, perché queste persone difficilmente trovano lavoro. Sul giornale (http://www.sydsvenskan.se/), da poco, c'era un articolo il quale affermava che il 65% degli immigrati giunti una decina di anni fa sono tuttora senza lavoro, quindi a carico dello stato assistenziale svedese. Immaginate lo stato di frustrazione di queste persone arrivate in Svezia pensando di trovare il paradiso, e invece sono esclusi dalla società. Queste persone, continuava l'articolo, non trovano neanche donne, quindi ancora più frustrati e quindi potenziali risorse per il reclutamento da parte di terroristi. Questa primavera è stato scoperto un reclutatore dell'isis in un ufficio di collocamento a Malmö.

Questa frustrazione/esclusione dalla società credo sia all'origine di fenomeni criminali sia a Malmö, che conosco, che altrove in Svezia. L'anno scorso in città sono state lanciate una dozzina di bombe a mano. Ci sono sparatorie con morti ammazzati, l'ultima delle quali avvenuta in pieno centro qualche giorno prima che facessi il mio corso look. Non si scrive mai il nome delle persone coinvolte (non c'è l'usanza di sbattere il mostro in prima pagina) ma c'è la quasi certezza che siano sempre stranieri. Si vuole evitare la nascita di fenomeni di razzismo.

Ora mi chiederete perché ho scritto tutto questo. Il motivo è semplice, perché quello che succede nella società è legato a doppio filo con la seduzione. Infatti, leggendo degli articoli sui giornali (http://www.sydsvenskan.se/), c'è chi si lamenta che questi immigranti stanno iniziando a dare fastidio alle loro donne. In Svezia il numero delle donne è sempre stato superiore a quello degli uomini. Ora questo rapporto si sta invertendo (fonte: http://www.sydsvenskan.se/). Secondo un articolo sul quotidiano svedese http://www.sydsvenskan.se/, in una società in cui, in numero, prevalgono gli uomini, è una società violenta o destinata a diventarlo, quindi poco sicura per le donne.

Le svedesi sono diffidenti verso gli stranieri per natura. Un insegnante di svedese per stranieri confermava che gli svedesi erano poco abituati alla socializzazione. Se poi aggiungiamo il danno fatto dai pappagalli nelle ere precedenti, e ora l'immigrazione, ecco che una spiegazione alla difficoltà di conoscere queste ragazze si rende evidente.
Entrando nello specifico della seduzione svedese, non posso che confermare quello scritto dai colleghi GS che mi hanno preceduto qua in Svezia.
Sono molto discrete, nel senso che non mandano segnali evidenti né facilmente interpretabili. Bisogna imparare ad interpretare i loro silenzi. Capita che guardino, anche per strada, ma come appena scritto, sono molto discrete e per cogliere questi sguardi bisogna stare molto attenti. I posti migliori per la seduzione sono i locali, e quindi durante il fine settimana, giacché durante la settimana dopo le otto praticamente non c'è più niente.
Condizione sine qua non per la seduzione è l'abbigliamento da seduttore, il nostro biglietto da visita. Quando parlo di sguardi, o comunque di essere notati, non intendo dire che tutto avvenga appena si è visti. Anzi, capita che occorrano più "puntate" (cioè serate) per accorgersi che si è lasciato il segno, cioè essere stati notati.

Bisogna entrare nel loro campo visivo, stazionare e, sopratutto, essere discreti. Dalla mia esperienza, quello che ci prova non ha successo, anzi può essere vittima di derisione (ho visto prendere per il c--o un ragazzo spagnolo che aveva avuto l'ardire di provarci).
Leggendo da poco un articolo sul quotidiano http://www.sydsvenskan.se/, le donne si lamentavano del fatto che, nei locali, gli uomini ci provano, specialmente dopo qualche bicchiere, che non si sentono libere e hanno dovuto imparare a difendersi da questi "attacchi". Si deduce che il provarci non è esattamente la migliore delle soluzioni.
Inoltre fanno giochetti cretini come quelli descritti in quest'articolo su Seduction.net che parla di me, http://seduction.net/riv1a003426.htm : lanciano segnali ma non ti mettono in condizione di conoscerle, né fanno la prima mossa.
Quello che ho capito che questi giochini odiosi, secondo me li fanno solo con quelli dai quali si sentono attratte, cioè con quelli che loro reputano fighi. Questa è la mia sensazione. Io queste cose non le vedo fare né sempre né con chiunque. Mettiamola cosi: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, è un test di seduzione che abbiamo superato (magra consolazione!). L'essere italiani è un valore aggiunto, nel senso che prima si deve essere seduttori, fighi, poi se si è anche italiani è meglio. Molto meglio. Anche questa è una mia (netta) impressione.

Il rimorchio stradale? Per me impossibile o quasi. Vanno sempre di fretta, con un passo da bersagliere e un'espressione in viso seria che leva la voglia di provarci. A meno ché non si riesca a cogliere lo "sguardo significativo" ed effettuare un rimorchio frontale alla "Simos". E' da provare.
La chiave per sbrogliare questa matassa è di fare amicizia con ragazzi svedesi. Ma, se già è difficile entrare dalla porta principale, non meno difficile è entrare da quella di servizio.

Spero di aver fatto cosa gradita a tutti gli amanti della Svezia e non solo.

Buona seduzione a tutti, Pietro, GS_Karlsson