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FORUM  SEDUCTORUM



Seduzione nel mondo
Soldi&Lavoro

Investire a est disinvestire dall'Italia
Martedì 7 Marzo 2017   18:01    Carlo
Rispondo in chiaro al GS prossimo investitore http://seduction.net/cdt/pag/Forum_Home.asp?AZIONE=APRICONTRIBUTO:id=19955
perché nella mia risposta non ci sono segreti né dritte sugli investimenti ma solo una previsione economica.

L’Europa a due velocità per ora non c’entra con l’euro.
I tre paesi menzionati (Ungheria, Bulgaria, Moldavia no Ue) non hanno l’euro quindi non credo che possano essere influenzati da una Ue a due velocità, che tra l'altro non riguarda l’euro ma il livello d’integrazione, al presente non meglio specificato… si attendono gli sviluppi.

Il leva bulgaro ha un cambio fisso con l’euro a 1,95 (non fluttua) ma le autorità monetarie di Sofia potrebbero variarlo per decreto qualora fosse necessario o conveniente, nulla è immutabile. Il fiorino ungherese e il leu moldavo fluttuano liberamente. Il fiorino è abbastanza stabile con lievissima tendenza alla rivalutazione ma è anche dipendente in parte dall’andamento dell’economia Ue, siamo tutti collegati.

Al momento non si possono fare previsioni sulle conseguenze delle due velocità, per ora è tutto in aria, bla…bla… bla... e il nostro Gentiloni ha blablablato più degli altri, in “democrazia” chi non blablabla non esiste!

Se resterà la libera fiscalità degli stati sovrani (com’è prevedibile e ancor di più con le due velocità) dovrebbero avvantaggiarsene i paesi est a bassa fiscalità attirando più investimenti dall’estero, ma bisognerebbe anche sapere se i fondi strutturali europei a favore dei paesi est saranno stanziati anche dopo il 2020.

Io credo che la crescita dei paesi a est dell’Unione non si fermerà (se non altro per la continuità geografica) mentre il Bruttopaese diventerà sempre più povero. Fra venti anni probabilmente saremo tutti uguali, se non ci avranno prima superato.
Al presente il paese dell’est che cresce di più e con le migliori previsioni di crescita è la Romania, si parla del breve termine, il lungo termine lo conosce solo Dio.

I paesi dell’est, ex comunisti a economia di stato, godono dei vantaggi ereditati dal periodo comunista di avere le infrastrutture e la cultura delle infrastrutture (a Budapest i nuovi bus sono Mercedes Benz e Volvo non BredaMenarinibus, con tutto rispetto se mi legge per il mio amico ex presidente), oltre all’”education”. A questa eredità “comunista” oggi aggiungono l’economia di mercato "anti-comunista", la più liberista nell’Unione, e la bassa tassazione.
I paesi dell'est non investono nel welfare, una politica disumana che fa soffrire i poveri e i pensionati, ma che è funzionale alla crescita.

Per tutto ciò io credo che la crescita dell'economia dei paesi est Ue sarà non-stop, alternando anni di crescita ad anni di minore crescita.

Investire ad est è una garanzia per il futuro, disinvestire dall’Italia è un'assicurazione contro la povertà.