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FORUM  SEDUCTORUM



Seduzione nel mondo
Soldi&Lavoro

Crisi mondiale?
Mercoledì 4 Dicembre 2019   13:50    Carlo
http://seduction.net/cdt/pag/Forum_Home.asp?AZIONE=APRICONTRIBUTO:id=22171

Ne parlano tutti e tutti i media. Al momento non ho informazioni riservate ma credo che non le abbiamo neppure i guru dell’economia che non hanno mai azzeccato una previsione (vedi il burattino Monti e il paraculo cerebroleso Prodi).

Alcuni semplici spunti di riflessione.
Pubblico in chiaro non ci sono grandi segreti.
La previsione che ci serve andrebbe fatta al livello microeconomico secondo le situazioni individuali. Non ci possiamo occupare del mondo che non ci è praticabile.

Ad esempio la crisi del 2008 non ha toccato il Marocco perché il paese non aveva finanza e titoli tossici, ma solo l’economia reale: agricoltura e industria. E in controtendenza alla crisi automotive il gruppo PSA ha appena ingrandito lo stabilimento di produzione a Kenitra con capacità produttiva di 200mila veicoli mentre oggi la Germania sta licenziando 100.000 lavoratori automotive (diretti e indotto).

In generale se un paese che campa di automotive non si ricicla in altri settori la crisi gli sarà inevitabile, vedi Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e tanti altri. La crisi dipende anche da quanto pil faccia l’automotive più l’indotto. In media è il 10% e per certi paesi equivale al pil turismo. L’auto elettrica sarà prodotta in patria (es. Germania), non incidendo il costo del lavoro che tra l’altro in alcuni paesi dell’est sta diventando equivalente al costo all'ovest. Ma prima che si arrivi all’auto elettrica ci vorranno alcuni anni e i paesi interessati avranno il tempo di riconvertirsi. Al momento la crescita dell’est Europa sta continuando ma già ci sono i primi segnali di frenata.

Un parametro che pochi economisti considerano è il saldo della popolazione e la composizione dell’import ed export umano. Per esempio se in Ungheria i lavoratori specializzati emigrano causa crisi (operai specializzati, ingegneri, medici) ma sono rimpiazzati da altrettanti immigrati stranieri regolari (in Ungheria non si entra senza chiedere il permesso) del settore servizi e finanza, il sistema si potrebbe reggere in equilibrio. Ma se come dicono le agenzie immobiliari gli ungheresi che perdono il lavoro o emigrano si vendono le case e non ci sono altrettanti a comprargliele, i valori immobiliari calano, come già si sta osservando.

Per rimanere sull’immobiliare se si limita e si tassa Airbnb gli investitori si spostano sull’affitto long term e i prezzi del rent long term calano per maggiore offerta a domanda stabile, come sta effettivamente accadendo. Altri investitori venderanno gli immobili non più redditizi (ROI sotto il 3 o il 4% secondo le alternative praticabili) per investire in altri paesi, mentre di nuovi investitori non ne arriveranno. In queste condizioni il prezzo degli immobili calerà. Per adesso non ci sono crolli e non credo che ci saranno dei crolli devastanti. Questa valutazione è a saldo zero nuove costruzioni e a mutui come attualmente sono.

Disinvestire costa. Il round trip comprare e vendere ha un costo minimo del 10% + lo stress + i rischi dell’operazione. Conviene solo se si prevede un calo superiore al 10% negli anni successivi oppure se si sia individuato un paese (praticabile dall’investitore) che avrà aumenti di oltre il 10% + una percentuale per lo stress + i rischi e costi operativi (vuoti durante le operazioni) che io valuterei almeno un altro 10% senza considerare eventuali ristrutturazioni.

Io ho individuato un paese a rischio zero che promette bene ma me lo tengo “riservato privacy” e comunque non è direttamente raggiungibile da Roma.

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