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Da Rodolfo Valentino a Raoul Bova

Il fascino del latin lover

Un mito che dura nel tempo


di Oriana Maerini


Da Rudy Valentino a Raoul Bova

"Quando Sharon Stone è partita da Roma, si è lasciata dietro un attore italiano di 24 anni di nome Raoul Bova" così scriveva, qualche anno fa, il "Women's Wear Daily".
Il fascino del latin lover ha colpito ancora?
Julia Roberts è un'altra vittima eccellente: le cronache rosa riferirono le attribuiscono un amore per il suo "body guard" italiano. E che dire di Naomi Campbell caduta fra le braccia di un industriale milanese? Madonna lo portava scritto sulla sua t-shirt: "Italians do it better". La realtà fa risorgere il primato del "made in Italy" in fatto di seduzione?
A confermare che il mito del latin lover esiste, e resiste negli anni, data la persistenza nella cultura nazional-popolare italiana, è l'industria della moda. Quattro anni fa, a Firenze, nell'ambito della rassegna "Pitti Uomo" sono stati dedicati al mito del latin lover addirittura una mostra ed un libro.
Nonostante i progenitori illustri (Giove, Don Giovanni, Casanova) è, almeno nell'accezione che questa sua definizione richiama, un prodotto del mercato culturale di epoca relativamente moderna.
Sono i film di Rodolfo Valentino che hanno inaugurato il culto del semidio seduttore italiano. L'emigrante italiano ma di bell'aspetto, ballerino di tango e sensibile che ha offerto il pretesto all'industria culturale per la costruzione di un prodotto di largo consumo.


Il bel Rodolfo

Rodolfo Guglielmi era uno dei tanti emigranti giunto negli Stati Uniti a tentare la fortuna. Esotico oggetto del desiderio, colmo di fascino estraneo alla cultura anglosassone, fortemente competitiva, colpiva per doti che si volevano essere attributo dell'universo femminile: la dolcezza, una forte passività, la disposizione a piacere. Affidando ad uno straniero il ruolo deviante dell'avventuriero Hollywood allontanava lo spettatore americano dal sospetto di assistere a qualcosa che lo riguardasse direttamente. Il latin lover era sufficientemente esotico per assolvere a questo compito e, nel contempo, non era neanche troppo esotico.
Dopo la sua morte Hollywood cercò di trovare un altro Valentino (lanciando anche un concorso in Italia). Inutilmente. L'ombra di Rudy si allungò a dismusura nel cielo della mecca del cinema: lui restava l'unico, l’inarrivabile. Il mito dell'amante italiano parte da lui.
E rivivrà prossimamente sul grande schermo impersonato proprio dal latin lover italiano di oggi: Raoul Bova.
Prima del successo miliardario dei film di Valentino nessuno trovava così sexy gli italiani. Dopo di lui, gli italiani credono di essere grandi amanti e si dannano per dimostrarlo a tutto il mondo. Dagli anni 50 in poi, il latin lover alla Brazzi, è l'unica espressione della cultura di massa italiana che interagisce con la cultura "Pop", l'unico autentico successo della creatività Made in Italy che non sia basato sul differenziale di costo della manodopera operaia. Forse la vera natura del latin lover è pubblicitaria, aiuta a vendere. Incontrare un "pappagallo" italiano fa parte delle sorprese previste nel momento di acquistare un biglietto per l'Italia. Appena trent'anni fa il latin lover non era solo esempio della mascolinità mediterranea più verace e portabandiera del fatturato turistico-balneare nazionale ma assurgeva a eroe di una rinomata tradizione di sentimentalismo romantico "con vista".


Ma chi è il latin lover?

Cosa lo distingue da play boy internazionali o sciupa femmine di Boston o di Stoccolma? Non è un criterio di quantità con relative fandonie sui centimetri cubico-lineari di forza o destrezza; nè l'ansia di tenere aggiornato il punteggio, né il danaro, le camicie aperte sul petto, i medaglioni o le abbronzature resistenti. Ciò che lo distingue dagli altri uomini che hanno fortuna con le donne è piuttosto l'intensità passionale o "calore mediterraneo" che si mescola a irruenza e iper-attivismo sessuale. C’è poi una spiccata fantasiosità seduttiva, un'elaborata strategia degli sguardi e un'immediatezza di proposta che impressiona l'interlocutrice e spiazza la concorrenza; una certa gentilezza nei modi, un'eleganza e un senso estetico sviluppati e personali. Ma oggi qual è lo stato di salute dell'amante latino?
Oggi il latin lover è una figura residuale:una specie in via d'estinzione come il Panda, la balena artica e la tigre del Bengala. E senza neppure un WWF che lo protegga! Anzi intorno a lui si aggirano tanti denigratori: le vetero-femministe, le anime candide, gli intellettuali progressisti, gli ex maschilisti pentiti. Nonostante tutto ci piace vedere il ritorno in auge del latin lover come una di felicità per i futuri rapporti amorosi tra uomini e donne.
Una promessa venata di nostalgia per gli anni '60 che ci appaiono oggi più nuovi, felici e colorati. Non sembra un caso, quindi, che la moda torni a proporre proprio il look di quegli anni. Tornare indietro a considerare l'amore come finto inganno: il dolcissimo inganno che tutti sognamo, coscientemente perseguito ed accettato da uomini e donne, come gioco e teatrino di ruoli in cui ci si può svestirsi e rivestirsi a piacimento.



Per chi vuole sapere tutto quello che conta sulla Seduzione, Carlo ricorda TOP SECRET, la Newsletter sulla Seduzione. Tutto quello che serve sapere, e che nessun altro vi può dire.



(Giovedì 2 Marzo 2000)


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