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Racconto

Il "Codice Gelli"


di Piero Nussio


1: avvocati

"Caro collega, ti disturbo per un piccolo problema". Un signore molto serio e compito si presenta allo studio dell'avvocato Salvati. Afferma di volersi separare dalla moglie. È una persona sulla cinquantina, molto prestante e distinto. È anche lui un avvocato, si chiama Paolo De Bernardi, ma chiarisce subito di essere specializzato in problemi aziendali, e quindi di essere totalmente digiuno dei problemi del diritto di famiglia.
"Sebbene quella familiare sia, come certamente sai, anche un'impresa. E fra tante, sicuramente la più atipica. Ebbene, la mia impresa familiare deve dichiarare fallimento. Sai, è giunto il momento di portare i libri contabili dal giudice!".
L'avvocato Salvati è incuriosito. Innanzitutto è un collega, poi questo modo di parlare, per metafore aziendali. Parlano della famiglia come di azioni in borsa, di congiunture e recessioni.
Il dialogo è in punta di forchetta, tutto tenuto su toni alti. Però fra i toni alti cominciano ad insinuarsi allusioni molto più basse. "Sai, l'unico settore non deficitario, è quello dei servizi interni" "Abbiamo avuto rapporti di ogni genere, anche con delle consociate estere" "Come si dice in Borsa, c'è il momento dell'Orso, ma anche quello del Toro. E se il Toro tira..."
Poi cambia tono. Comincia a tessere le lodi della moglie. Che è molto bella, che sa destreggiarsi in società, che è molto abile nel suo lavoro. L'avvocato, che si aspettava le solite recriminazioni del matrimonio infranto, rimane molto interdetto. Prova stavolta lui ad insinuare qualcosa, a mettere in bocca al cliente qualcosa di male (o di meno buono) rispetto alla moglie, ma viene sempre deluso e contraddetto.
Sempre più incuriosito, ed anche per riportare il colloquio alla routine dei casi di separazione, l'avvocato sposta il discorso sui problemi economici. Anche questo sembra essere un dialogo fra sordi. L'avvocato presume che il De Bernardi voglia concedere il meno possibile all'ex moglie, ma questi, con una parlantina invidiabile e con una logica ferrea, afferma che la separazione porterà un danno economico alla moglie e che quindi intende farsene pienamente carico. Dal dialogo si desume infatti che la moglie è anch'essa un avvocato, e che la separazione le potrebbe comportare conseguenze professionali.
Un evento esterno interrompe bruscamente il dialogo: De Bernardi riceve un'importante chiamata di lavoro sul cellulare, ed è costretto ad andarsene.
Più tardi, quando la segretaria chiede all'avvocato Salvati se ha preso un successivo appuntamento, questi si lascia andare a varie battute su quanto siano pazzi gli avvocati. A cominciare da suo padre, a continuare da lui che ancora fa il mestiere, a finire col cliente e la moglie.
Espone i suoi dubbi alla segretaria, che invece ritiene tutto ovvio e normale. Allora chiama a testimone delle "persone normali" la cameriera. Lei chiude ogni forma di dialogo: in Argentina, per certe cose, un hombre verdadero saca el cuchillo e non va dall'avvocato.


2: persecuzione

Inizia, da questo momento in poi, una sorta di persecuzione telefonica: De Bernardi chiama l'avvocato Salvati nelle ore e nei momenti più impensati. Afferma tutte le volte di essere occupatissimo con "fusioni, acquisizioni, merger, offerte ostili, OPA, insider trading, ecc." e di non poter quindi venire di persona allo studio, ma gli dà comunque ordini di preparare "tutti i documenti per l'udienza", quasi come fosse il suo giovane di studio. Salvati è colto ogni volta in situazioni imbarazzanti. Avrebbe ben altro da fare, ma rimane incollato al telefono come lo scolaro con il maestro severo. Si prende i rimbrotti di altri clienti, cameriera, segretaria, ecc. Come unica rivalsa, tenta anche lui di comportarsi autoritariamente (come fa il collega De Bernardi) con il suo giovane di studio, il quale esegue gli ordini ricevuti in maniera sempre catastrofica.
Quando alle telefonate cominciano ad aggiungersi dei perentori fax, l'avvocato non ce la fa più e decide di passare al contrattacco. "Non so se lui è mio cliente... Ma so che sta per diventare cliente dell'agenzia di Bella!". Si rivolge quindi alla sua amica Bella, raccontandole sommariamente i suoi dubbi e chiedendole di indagare su De Bernardi e sulla moglie.
Bella indaga e, dopo qualche giorno, torna a riferire delle sue scoperte. Si è fatta passare per dattilografa "in affitto", ed è andata a lavorare nello studio di De Bernardi, l'avvocato-cliente. È una persona molto gentile - esordisce lei. La moglie Mara è giovane, piacente. I rapporti fra loro sono tesi, ma molto corretti. Bella e Salvati però non concordano affatto sul giudizio nei confronti del marito. Borioso e montato (dice lui), esperto e paternalistico (risponde lei), si sente chissà chi e tratta tutti come sciocchi (dice lui), è un grosso professore e dà dei consigli (ribatte lei). Salvati si convince che l'altro avvocato ha colpito Bella così come aveva soggiogato lui, e tratta Bella da sciocca, che non sa valutare bene le capacità degli altri avvocati (e uomini).
Ormai, al fascino si è sostituito l'odio - e l'invidia -. Salvati non sa con chi trovare un alleato: Bella, la segretaria, perfino il giovane di studio, lo accusano di trascurare un caso così importante, con un cliente così prestigioso. L'unica a non maltrattarlo è la cameriera, che anzi le dà un consiglio: Cuando una mujer joven se casa con un hombre viejo, siempre hay otro ombre. ¡Buscalo! Salvati prova a chiedere l'aiuto di Bella, ma lei si sottrae. Non vede a che scopo fare ulteriori indagini, visto che non ci sono colpe da recriminare o problemi di alimenti. Comunque dà a Salvati l'indicazione necessaria: la moglie, oltre a lavorare presso il grande studio, svolge anche un'altra attività presso un altro avvocato, amico del marito.
"E dagli! Ma c'è qualcuno in Italia che non faccia l'avvocato?".


3: donne

Stavolta tocca a Salvati di fare il cliente presso un altro avvocato: con una scusa si presenta presso lo studio di Marco Beria, ha modo di conoscere la moglie di De Bernardi che lavora lì, ed anche di sospettare che siano amanti. La moglie è molto simpatica, attraente e disinvolta.
Tanto che anche lui dubita di quanto è venuto a verificare. Salvati esce dalla visita sempre più incuriosito e con le idee ancora più confuse.
Tornato a studio, trova De Bernardi ad aspettarlo. I due sono guardinghi. Salvati, con la scusa di avere bisogno di informazioni più concrete per poter presentare l'istanza di separazione, cerca d'indagare. Quando, infine, cita il nome di Marco Beria, il terzo avvocato, De Bernardi esplode. "Ma che amico mio! Quel vigliacco! Quel verme!". E comincia a citare gli articoli del codice Gelli. Salvati è ancora più interdetto. Non ha mai sentito parlare di un "codice Gelli", ma l'altro li recita con tale precisione e competenza, che per l'ennesima volta cade succube della scienza del collega. Fra un articolo e l'altro, De Bernardi, comunque lo informa (abbastanza asetticamente) che, certo, la povera Mara è anche amante di quel verme di Beria, nonché della cognata, di alcune sue amiche, e di altri occasionali. E proprio per questo, afferma De Bernardi, io devo agire così (costi quel che costi) per salvare la povera Mara dal lerciume in cui è precipitata.
Salvati è talmente sconvolto dal profluvio di parole del cliente, e da tutte le strane notizie che sta ricevendo, da non accorgersi nemmeno quando De Bernardi esce sollecitandolo a preparare l'istanza. Lo risveglia Bella dal suo torpore, chiedendogli (dolce) a cosa stia pensando: Salvati vuota allora tutto il sacco, dicendole della sua visita allo studio di Beria, del codice Gelli, di tutte le presunte avventure piccanti di Mara. È un racconto affastellato, incoerente, pieno di dubbi e nel contempo esagitato.
La sera, insieme a Bella, Salvati la chiama "Mara" per errore, afferma che la Borsa sta scendendo, che deve investire in azioni dello studio De Bernardi, ecc. Bella un po' si stupisce e un po' si ingelosisce, così decide di investigare per proprio conto. Dal canto suo, anche Salvati decide di affrontare il toro per le corna, e di richiamare De Bernardi.
La mattina dopo Bella segue Mara, mentre Salvati parla con la segretaria di De Bernardi. Questa afferma che l'avvocato è occupato con dei clienti, ma che lei lo avvertirà appena possibile. Contemporaneamente Bella segue Mara che sta andando ad un appuntamento galante. Si incontra e scambia effusioni con De Bernardi. Bella fotografa la scena. Intanto Salvati chiede alla segretaria di De Bernardi che l'avvocato venga al suo studio nel pomeriggio.


4: pochade

Nel primo pomeriggio, Bella sta parlando con la segretaria, dicendole che "Beh, aveva proprio ragione Salvati, sai. Mara ha un amante. Li ho pure fotografati insieme..." In quel momento arriva De Bernardi.
Bella quasi sviene nel riconoscere l'amante di Mara. La segretaria invece pensa che sia tutto normale e lo fa entrare da Salvati.
Poco dopo arriva un altro anziano signore, che Bella riconosce e saluta, ma che si presenta come l'avvocato De Bernardi provocando il comprensibile stupore della segretaria. "Il fratello?" -balbetta lei.
"L'unico" -ribatte lui- "Salvati mi aspetta. Anzi, è lui che mi ha chiesto di venire, non so per quale motivo".
A questo punto è Bella a stupirsi: "Per quale motivo? Ma, non è lei che vuole separarsi da sua moglie?".
"Mai avuta questa intenzione! Comunque, non delegherei ad altri dei fatti così personali".
In quel momento esce Salvati dalla stanza e, rivolgendosi alla segretaria "De Bernardi è proprio matto!".
Reazione risentita del nuovo venuto, che entra infuriato nella stanza, seguendo Salvati che ha fatto dietro-front.
A questo punto è il primo De Bernardi che assale l'altro, accusandolo di aver traviato la povera Mara, di aver sopportato che fosse l'amante del migliore amico, di averla fatta partecipare alle peggiori turpitudini.
Il vero De Bernardi impallidisce, mentre l'altro rincara la dose con vari epiteti ingiuriosi e l'intimazione a lasciarla libera, a consentirle di rifarsi una vita con lui.
"Quanto a noi due, te lo ripeto per l'ennesima volta, l'unico codice che può valere è il codice Gelli".
Adesso è Salvati a risentirsi e ad imporre la calma:
"Ma insomma, che accidenti è 'sto maledetto codice Gelli?"
"È il codice di cavalleria, mi sfida a duello!" -risponde il vero de Bernardi.
"È l'unico codice che valga tra uomini d'onore, se in questa stanza ce n'è qualcun altro" -risponde l'altro.
"¡Que hombre!" -interviene la cameriera.
Salvati s'arrabbia: "Perché si è finto un altro, chi voleva imbrogliare?".
Il finto De Bernardi risponde: "Perché era l'unica maniera per liberare la mia povera Mara da questo vigliacco. Tanto, le pratiche le prepara l'avvocato, il giudice nemmeno ti vede..."
"E Mara era anche lei d'accordo?"
"Certo! Di sicuro, anche se non glielo avevo ancora chiesto...".


5: una nuova cliente

Bella è a casa di Salvati: stanno giocando al tiro al bersaglio con un'arma a gommini.
Salvati: "Il codice del colonnello Gelli, che regolamenta il duello fra gentiluomini, prevede che..."
"A proposito -dice Bella- com'è finita coi De Bernardi?"
"Dopo il Valium?"
"Dopo il Valium, e le nostre camomille"
"Sembra che Mara li abbia piantati tutti. Anzi, adesso è lei che è mia cliente. Le sto dando una mano per la separazione. Quel branco di pazzi... Povera donna, tanto simpatica..."
Occhiataccia di Bella, molto preoccupata.



Per chi vuole sapere tutto quello che conta sulla Seduzione, Carlo ricorda TOP SECRET, la Newsletter sulla Seduzione. Tutto quello che serve sapere, e che nessun altro vi può dire.



(Lunedì 2 Agosto 1999)


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