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Lettera motivazionale

L'espatrio solo gnocca non è cosa buona

Le belle città del nostro paese pullulano di gnocche internazionali



Roma Caput Gnocche. Un' "amica", mai diventata ex perché ha le superpalle, manager della Raiffeisen, ama venire spesso a Roma ospite a casa del maestro


da: [-].[--]@virgilio.it
a: carlo@seduction.net
data: 25 giugno 2012 10:09
oggetto: Abbonamento Top Secret : Importante principalmente a causa delle parole contenute nel messaggio

Ricapitolando: grande Carlo, sono felice della mia vita, ci sono però molte situazioni da cambiare, per il fatto che ho l’estrema necessità di migliorarmi sempre e comunque. Innanzitutto nel lavoro, perché ho osservato che quando sono appagato da quello che faccio esprimo più fascino anche con le donne. Poi appunto nel discorso seduzione. E qui mi puoi certo dare una mano te. Ma è tutto collegato, perché anche se io mi reputo un bravo pescatore e voglio diventare eccelso, ma vado a pescare in un laghetto dove non ci sono pesci, non credo serva a tanto. Certo ci si evolve, forse in futuro il mio ambiente giusto potrà essere anche il mio territorio, chissà. Ma per adesso, a parte Firenze e naturalmente l’estero delle vacanze, non trovo ambienti adatti e donne vere. Quindi ho la consapevolezza di me stesso e del fatto che un grande seduttore deve per forza essere costituito da una miscela di fattori, mai statici e sempre dinamici.

La mia lettera all’amico ritrovato

Carissimo grande Carlo,
mi sono deciso e finalmente ti scrivo in questo mio tempo di cambiamenti interiori che però desidero possano diventare anche pratici. Sto sempre più riflettendo in questo periodo sul senso della vita. Ti prego di non fermarti: leggi tutta la mia lettera, è importante per me. Se non hai tempo perché vedi che è troppo lunga, magari fallo con calma un’altra volta, sono disposto ad aspettare per avere correttamente una tua risposta, so che hai diversi impegni.
Scrivo all’amico ritrovato, ti chiamo così, nonostante non ci siamo già conosciuti, ma se continui nella lettura capirai bene il perché di questo mio appellativo nei tuoi confronti.

Mi chiamo [nome e cognome] e sono nato 3[-] anni fa a [provincia del centro]. Sono un toscano DOCG. Ho trascorso un’infanzia felice in una grande casa di campagna a Quarrata con i miei genitori molto religiosi e le mie due sorelle maggiori. Mio padre è il titolare di un’azienda [settore di attività], anche per questo motivo mi iscrissi ad [facoltà universitaria], diplomandomi poi alla grande.

Furono anni belli per me, se non per il fatto che nell’ultima fase subii per così dire del bullismo, ma non voglio dargli troppa importanza. Ad ogni modo a quell’epoca io ero molto timido ed introverso, perciò era anche facile per qualche idiota approfittare di me. Rividi quel tale ad una festa organizzata qualche anno dopo, io mi ero intanto fatto una discreta muscolatura lavorando come un beduino nell’azienda di famiglia, così non so come ma a quella vista orrenda, non feci niente di particolare ma lo attaccai direttamente al muro, davanti alla sorpresa di tutta la scuola.

Ti parlo di questo fatto per farti capire come poi una cosa negativa è tornato a mio favore come ti immaginerai. Perché in un certo senso, anche da queste esperienze mi è venuta la forza per redimermi. Adesso, certo ho un’altra età e non mi capitano più situazioni del genere, però cerco di non permettere a nessuno di approfittare più di me e della mia bontà. La cosa interessante era che nonostante il mio essere introverso riuscivo lo stesso ad avere alcuni flirt con alcune, poche, ragazze presenti a scuola, e questa cosa mi rincuorava molto. Ma andiamo avanti.

Come ti dicevo, grande Carlo, dopo il diploma mi sono messo a lavorare nell’azienda di famiglia. Lavoravo anche 10 ore al giorno compresi talvolta gli weekend. Il mio lavoro mi appassionava molto, mentre in fin dei conti lo stavo imparando a fare. Sentivo però che c’era qualcosa che non mi bastava. Fu così che verso i 25 anni mi iscrissi ad un lungo corso di inglese, avendo sempre avuto la passione per il viaggio.
Devo dirti però, caro grande Carlo, che fino a quel momento, mi ero fatto una strana idea del mondo femminile. Era anche normale, visto il fatto che i miei approcci, sempre e solo con ragazze locali, non portavano mai a più di tanto. Le vedevo loro però insignificanti, anche nei dialoghi. Non mi è mai venuto da pensare che fossi io a non andare bene. Era di più invece come se mi ritenessi circondato da ragazze non in grado di capire la mia voglia di scambiare energia. A non migliorare la situazione c’erano poi i miei amici e conoscenti, i quali avevano ed hanno tutt’ora, l’ambizione massima di vincere il torneo di briscola, scopa o ramino. Stavano fissi al circolo, a parlare di calcio e motori, mai dico mai dell’altro sesso, argomento il quale, tentavo io qualche volta di tirare fuori e passavo da autentico playboy. Rendiamoci conto! Mi ritrovavo una volta alla settimana tra il sì ed il no ad uscire con loro e quando proponevo di conoscere qualche ragazza, sempre, ma dico sempre, mi dicevano che non era il caso. C’è chi ha avuto gli amici pappagalli, io i miei grande Carlo non so come identificarli. Ad ogni modo, anche oggi, anche stasera che ti scrivo, loro sono sempre lì a giocare a carte, e guai a parlare non solo di fidanzarsi, ma proprio di ragazze in generale.

Ad un certo punto, come dicevo tutto questo ambiente mi rimase stretto al punto che stavo per esplodere e decisi allora di imparare l’inglese. E’ stata per me una grande soddisfazione, visto che adesso lo parlo benissimo. Iniziai così finalmente, tramite conoscenze del corso e pochissime altre di paese, a frequentare la vicina, che sembrava però prima lontana, Firenze. Mi si aprì un universo. Con qualche amico di corso praticavamo l’inglese appreso con le turiste e le studentesse straniere. Caro grande Carlo, ti puoi immaginare, era per me come rinascere!

Eppure ci sono ragazzi che pur abitando a mezz’ora di macchina non ci vanno mai. Come facevano e fanno i miei amici. Fatto sta che poi i miei genitori, sempre troppo apprensivi si sono cominciati a preoccupare, questo è il dramma di viverci insieme, e mi dicevano, ma perché non esci con i tuoi amici? Nel senso quelli di paese. Non capivano la mia necessità di ampliare i miei orizzonti. E sai grande Carlo, avendo 25 anni e sempre con i genitori che ti assillano non me la sono passata benissimo. Però ero lo stesso convinto di essere nel giusto, nonostante tutte queste insicurezze che mi volevano mettere le persone intorno a me, e quindi con grande forza di volontà, continuavo, spesso anche da solo a ritagliarmi delle serate giuste. Parlavo con ragazze provenienti da tutto il mondo, mi scambiavo opinioni, talvolta ci prendevamo per mano, qualche bacio, e poi magari si proseguiva nello stare insieme. Era per me una vera e propria rivoluzione.

Andando avanti, successe però un altro fatto, che verso i miei 28 anni, ebbi una fortissima discussione con mio padre nei riguardi del lavoro. Mai avuto niente di simile, ma guarda grande Carlo, lavorare in famiglia ti da spesso più elasticità con i tempi, qualche soldo in tasca, ma ti può anche logorare per altri versi. Io volevo cambiare alcune strategie, non solo con i dipendenti, ma soprattutto ampliare il nostro raggio d’azione. Vendere cioè almeno in tutta Europa, e non solo in Italia. Volevo dare di più, sentivo che lo potevo fare. La situazione poi degenerò in modo anche violento. Volevo quasi cambiare lavoro, andarmene, ma poi rimasi. Furono davvero tempi duri potere stare in quell’ambiente. Mi successe per fortuna un fatto positivo, che in una delle mie uscite a Firenze, conobbi una ragazza statunitense, ed instaurai con lei una relazione a distanza durata la bellezza di 3 anni. Poi, ormai sono già passati due anni che non stiamo più insieme per il fatto che crebbe in me la voglia di cercare nuovi lidi. Nel senso che grande Carlo come bene sai gli USA, terra di immigrati, dipende che etnia trovi, la mia aveva origini latine, ovvero messicane, abitava ed abita a Los Angeles infatti.

Mi ritrovai a capire che non era lei quella che volevo per una relazione stabile, e se volevo una relazione stabile. Troppo gelosa anche per niente, poi mi voleva sposare a tutti i costi e ci fu qualcosa dentro di me che non me lo fece fare. Ho impiegato un anno per farle capire che non mi interessava più, nonostante il fatto che lei mi telefonasse (e mi telefona talvolta) quasi tutti i giorni, non so se sono tutte così, forse no, ma vedendo anche le sue amiche e parenti, le latine non si staccherebbero mai, ma a me non piacciono perché vogliono troppo comandare, fanno le donne che sono inferiori in quanto signore, e poi al momento conveniente diventano uomini. E poi pretendono che tu stia con loro, non essendo neanche delle bellezze esagerate, roba da matti! In questa categoria in base alle mie esperienze ci metto sia le latino-europee che le latino-americane.

Ma per fortuna non tutte loro sono così, ho anche esperienze con ragazze di queste nazionalità per così dire più allegre, poi però non so se nel rapporto serio sarebbero cambiate in peggio come dicevo. Ad ogni modo quella è stata una bella esperienza, abbiamo fatto avanti ed indietro sia io che lei svariate volte per anche qualche mese di permanenza reciproca. L’ultima volta sono stato io là quattro mesi. Vivendo in un certo senso part-time a Los Angeles, e non da turista, frequentando cioè i luoghi di chi ci vive, mi sono calato meglio in quella realtà. Talvolta grande Carlo lo so che sono esagerati, però in quel momento avevo bisogno di un sano ottimismo. Era il momento giusto, visto anche i miei attriti a casa. A quel punto i miei genitori si sono molto preoccupati e quando sono tornato facevano per così dire il bello ed il bellino. La mia ex non piaceva molto ai miei genitori, perché anche lei si trovava, se pure in modo garbato, a consigliare a mio padre di ritirarsi, visto anche l’età superiore ai settant’anni. Diceva giustamente che mi trattavano da bambino e mi spinse a essere più indipendente. Allora mi venne una idea. Siccome andavo sempre a Firenze per conoscere ragazze, mi dissi, ma perché non convertire questo fatto anche per guadagnare? E allora iniziai a cercare potenziali clienti ed inaspettatamente ne trovai subito uno. Siamo tutt’ora collaboratori e diventati amici, anche se le cose non si dovrebbero mescolare più di tanto. Poi tolsi la delega sul mio conto a mia madre, la quale si infuriò.

Come vedi grande Carlo, la mia è una situazione particolare, sto cercando comunque di crearmi indipendenza. Va da sé il fatto di non sentirmi motivato per niente, della serie che io non devo chiedere soldi più di tanto, oppure come è più giusto guadagnarmeli, perché a detta di mio padre, tutto questo un giorno sarà mio. E io dico e chi se ne frega. Pensiamo ad adesso. Anche se ho la consapevolezza di essere avvantaggiato rispetto ad altri certo. Quella però è soltanto una scusa per farmi lavorare praticamente gratis. Ma siccome mi gestisco qualcosa per conto mio, questo non va giù a loro.

Sentivo di potere dare ancora di più, e mi sono quindi iscritto a [facoltà umanistica] con indirizzo [---] all’università di Firenze. Sono adesso a metà della [--]. Studio e lavoro quindi attualmente. Senza trascurare la palestra.

Caro grande Carlo, il fatto è però che anche Firenze adesso non mi basta più. Nel senso che anche se magari una volta o due alla settimana vado in centro storico anche di giorno per via dell’università, sento che devo ampliare i mie orizzonti. Mi piace interagire con l’altro sesso, ma ormai mi piace farlo quasi solo durante le ore diurne e non quelle notturne. Poi magari mi piacerebbe farti un resoconto su Firenze. Nessuno meglio di me può fartelo.

Ho iniziato a pensare, visto anche il fatto che vivere con i miei genitori mi sta stretto, sempre più di espatriare. Talvolta lo penso ripetutamente anche lasciando l’università. Poi proprio l’altro giorno mi è venuta l’idea di provare a studiare all’estero. Sono andato ad informarmi ed è possibile farsi riconoscere gli esami. Certo poi potrei addirittura laurearmi all’estero, nel senso di fare la specialistica. Ne ho parlato in famiglia ed è successo un putiferio. Ma so di poterlo fare. Se non mi danno i soldi, io ce li ho. Devo solo informarmi meglio. E’ per vedere se mi piace, e poi valutare se appunto fare la specializzazione all’estero. Certo potrei anche finire direttamente la triennale qui e poi laurearmi altrove. Ma non so se resisterò, perché grande Carlo, mi mancano [--] esami, ed anche se ce la metto tutta, non è facilissimo finire prima di due anni. Per le mie materie un po’ tutte le città sono giuste. Certo in USA ho alcune conoscenze, varie amiche, amici che hanno sposato americane che vivono là. Proprio un ragazzo, mio vicino, è stato cinque anni a NY, adesso è tornato qui e lavora all’università, mi ha detto che mi può aiutare, devo solo riparlarci.

Spesso sono in preda ad una grande inquietudine, che mi farebbe lasciare tutto e provare anche ad andare a lavorare all’estero. Solo per non chiedere più niente ai miei genitori. Poi magari mi viene in mente il fatto che è un peccato non finire l’università. Io abito in una casa molto grande, e metà era di mio zio scapolo che me l’ha lasciata, anche se di fatto è indivisa. La potrei dividere con qualche lavoretto semplice, sempre sotto i musi lunghi dei miei genitori. Almeno avrei un luogo da utilizzare anche per sedurre, ma qui che cosa vuoi sedurre? Non più di tanto. Non so, perché di fatto qui non me la passerei male, non mi manca nulla, però è come se mi mancasse tutto, perché ho l’estrema voglia di crearmi qualcosa con le mie mani. I miei genitori mi possono anche volere bene, ma a loro modo, non facendo altro che tirarmi indietro su tutto, non vogliono che io faccia niente, mi fanno sentire alla fine che non dovrei neanche parlarci, per fortuna ho mia sorella, che talvolta vedo e che mi appoggia su tutto.

Caro grande Carlo, comprendi che per me che sono tendenzialmente un grande ottimista, ritrovarsi qui non è facilissimo. Sai cosa mi ha detto mio padre l’altro giorno quando gli ho detto che volevo andare a studiare all’estero? Che non lo dovevo fare perché butto via i soldi e perché lo faccio solo per andare dietro alle donne. E allora che c’è di male? E poi io soldi non ne ho mai buttati via in vita mia. Mia sorella almeno dice che potrei andare e fare qualche lavoretto per mantenermi.

A me sta stretta la mentalità che c’è qui, e non la sopporto. A rifarsi dalla famiglia fino all’ultima persona che conosco qui, sono tutti schiavi della televisione. Ma come si fa dico io! Non sopporto poi i comportamenti di certi miei conoscenti che lavorano in ambito comunale, provinciale, regionale e nazionale. (Te ne devo parlare). Non sopporto che siamo a 30 km da Firenze e nessuno ci va, dico nessuno, è una vergogna. Non dico solo per sedurre, ma almeno per i monumenti e per la cultura.

Certo se non avessi avuto Firenze vicino sarei già espatriato alla grande. Ma come dicevo, adesso che mi sono un poco evoluto, neanche quella che ritengo la più bella città del mondo, mi basta più. D’altronde anche a te, grande Carlo non è bastata Roma, che è più grande e più varia, sia per la seduzione che per i monumenti appunto. Perché, adesso che sono maturato anche dal punto di vista di conoscere meglio l’altro sesso, vedo ormai che le italiane residenti nel mio pur ricco asse [tre città vicine], non mi accontentano. E finalmente ho capito il perché. Perché qui ho sempre conosciuto donne che erano uomini. Ma non in senso sessuale, non è che andavo a trans, battute a parte; nel senso che quello che cerco io è una donna vera, che sia donna dentro e fuori. Invece ho sempre trovato donne fuori, e neanche bellissime, ma dai modi di fare sgarbati. (Mia parentesi sulle italiane). Abbiamo la stessa cultura e questo è un vantaggio perché possiamo capire meglio e subito certe sfumature nel dialogo, ma a mio giudizio rimangono lo stesso troppo complessate. Io non mi ci arrabbio, o meglio, le mando puntualmente a quel paese, poi magari noto che spesso in questo modo accresco il loro interesse nei miei confronti. Ma non mi arrabbio come dicevo pensando alle mie connazionali, perché vado a riflettere sulla causa e non sul prodotto. Se quella pianta ha il tronco storto, è perché chi di dovere non ha messo la canna e non l’ha legata quando era piccola. E’ inutile guardarla adesso ed esclamare che è brutta. Doveva essere bella, ma è in queste condizioni per colpa di colui che aveva il dovere di curarla e non l’ha fatto. Dove la pianta storta è la ragazza tricolore e dove chi di dovere è il nostro stato, la nostra società, le nostre famiglie. Quello che mi succede quindi, non è arrabbiarmi da solo quando penso a queste ragazze, bensì pensare che nel mio paese ci sono molte cose da cambiare. Il risultato è che questo mio modo di riflettere mi spinge ad avere meno voglia di stare qui e cercare magari altre nazioni). Rimangono solo come dicevo le turiste e le studentesse straniere. Ma il problema è che a me piacerebbe sedurre soprattutto ragazze stanziali e nell’arco della giornata, non solo di notte.

Forse siamo in telepatia, perché so che anche te sei in periodi di cambiamenti, anche per questo ti ho voluto scrivere. Io mi sento uno spirito libero, mi piacciono i cambiamenti, voglio essere indipendente, nonostante sia orgoglioso di essere Italiano, la mia nazione adesso non mi soddisfa, o meglio diciamo la mia società. Vedo tutti intorno a me che come assonnati si accontentano di vivere, ma come diceva Wilde esistono solo, non vivono a pieno. Ecco io voglio vivere a pieno la mia vita. Loro guardano gli europei di calcio ed io studio. Loro vanno al bar, ed io cerco scambi di energia con l’universo femminile. Loro vanno a puttane ed io fatico, passeggio moltissimo da solo e cerco per così dire ragazze normali da conoscere. Te ne potrei raccontare altre.

Come il fatto che anche con una piccola azienda come la nostra, si potrebbero fare molte fiere all’estero in tutta Europa, potendo unire alla grande il lavoro con la seduzione. Ma tutto ciò naturalmente per adesso non lo posso fare. Questa situazione protratta negli ultimi anni mi ha davvero fatto perdere la passione per il mio lavoro. Anche per questo studio, anche per questo voglio cambiare. Lo sento davvero dentro di me, di avere un’infinità di energia inutilizzata. Ti volevo illustrare grande Carlo quelle che ritengo come mie opzioni più prossime. 1) Posso continuare a stare in Italia, laurearmi, cercare qualche nuovo cliente magari all’estero, cercare di fare qualche viaggio, in attesa di diventare il vero titolare. (Ovvero continuare a fare quello che sto facendo adesso, spingendo magari di più, ma avendo sempre molti contrasti nel mio ambiente e rischiando quindi che alla fine faccia una rivoluzione). 2) Posso continuare a stare in Italia, fare una esperienza di studio all’estero per la triennale, se va bene ed il paese scelto mi aggrada, addirittura laurearmi all’estero, intendo la specialistica, con la prospettiva di lavorare poi nel suddetto paese, che tra l’altro devo sempre individuare nonostante qualche idea. (Magari qui potresti entrare in campo te grande Carlo con qualche suggerimento, mi piacerebbe discuterne insieme). 3) Posso fare una vera prova di forza e trasferirmi all’estero per lavorare e cambiare vita. (Mi piacerebbe anche aprire un ristorante Italiano, ma va azzeccata l’ubicazione) 4) La quarta ipotesi è quella che comunque possa lo stesso provare a fare un’esperienza lavorativa all’estero senza avere finito l’università, ma con più cautela, magari solo nei mesi estivi ad esempio. (Visto il fatto che comunque sento il desiderio irrefrenabile di un’avventura fuori dall’Italia, di un luogo dove potere conciliare esperienze di vita con una migliore seduzione, la quale è diventata per me essenziale; potrebbe essere un modo adatto per fare il punto della situazione).

Certo so, che la California per ipotesi, che conosco bene per averla girata un po’ tutta nel corso della mia relazione, non ti regala niente dal punto di vista della seduzione, come è giusto che sia e come dovrebbe essere anche nella vita. In California spesso ogni seduttore seduce solo la ragazza che si merita, niente di più e niente di meno, nonostante in questo campo le più esperte sono certo alcune tedesche e francesi naturalmente. Los Angeles ad esempio, non lo reputo il posto ideale per sviluppare la ricerca anche antropologica che stai facendo in questo periodo, sul fatto delle coppie squilibrate. Là non se ne vedono più di tanto, almeno al 2012, perché poi come sappiamo le cose sono sempre in evoluzione. A me comunque le sfide piacciono.

Magari grande Carlo, sperando di stabilire un contatto tra me e te, in futuro ti parlerò meglio dei miei gusti e dei miei successi, perché comunque devi sapere che se sono attratto dagli USA lo è soprattutto per stile di vita; se devo infatti dirtela tutta sono molto più attratto dalle donne Nord Europa, Est Europa e Russia, nonostante siano abbastanza diverse culturalmente le une dalle altre. In generale sono comunque attratto da donne nuove, di qualsiasi tipo, basta però che mi piacciano ovviamente. Occorre quella miscela di corpo e carattere che però non trovo nelle mie connazionali come ti dicevo. Ormai non mi accontento più della ragazza media, voglio sedurre quella alta, per intenderci.

Ma ecco, e venendo al titolo di questa mia lettera, ti ho dato l’appellativo dell’amico ritrovato. O meglio trovato. Perché nei miei momenti di solitudine, duri ma necessari, che avevano l’importanza di spingermi a sedurre, pensavo, ma chissà se ci può essere qualcuno che veramente si intende dell’altro sesso. Qualcuno che abbia la mia stessa passione, con il quale scambiarmi opinioni serie su questo tema, qualcuno che mi possa dare una mano, e magari anche io a lui. Ecco perché caro grande Carlo ti chiamo amico, perché anche se non lo sei, ma idealmente per me lo sei sempre stato. E’ bello che tu abbia usato internet, che di per sé è uno strumento e quindi neutro, in questo modo positivo. Ecco allora che come ti dicevo io sono sempre alla ricerca di nuovi obbiettivi, nonostante sono contento a priori, indipendentemente dal mio “futuro seduttivo”.

Volevo chiederti comunque grande Carlo, se questa può essere anche la mia lettera motivazionale, voglio infatti ambire a diventare un grande seduttore. Come vedi sono sempre alla ricerca di migliorarmi, e questo potrebbe essere un mio nuovo stimolo. Ad ogni modo, per correttezza, visto che io so che faccia hai, ti mando in allegato una mia foto. Io personalmente in foto non vengo mai come nella realtà, ma neanche minimamente, comunque ti allego questa per farti avere un’idea, visto e considerato che non ho praticamente foto in rete, pur utilizzando costantemente internet, perché cerco il più possibile di stare nella vita reale e non in quella virtuale. (Pensa che per adesso non ho neanche facebook). Questo comunque è un altro argomento che vorrei sviluppare con te. Ti mando anche una copia della mia carta d’identità. Non mi interessa se questo mio scritto è per così dire “impubblicabile”, c’è tempo per dei report, perché sono convinto di quello che ad oggi ti volevo trasmettere, e so che lo recepirai. Ti do anche il mio numero di cellulare. Ti ringrazio di questa lettura e aspetto impazientemente una tua risposta.
Grazie di cuore.


Roma è una città bellissima. Dopo il giro delle bellezze di Roma la manager si strucca e "rilassa" a casa del maestro. Vale la pena viaggiare a gnocca? Io me lo chiedo ogni giorno ma non ho ancora trovato la risposta definitiva


Domanda sospesa

Carissimo “amico”.
Mi hai fregato!

Intendo dire in senso buono. Se non avessi creduto dal tuo incipit che fossi un vecchio amico che conosco da molti anni avrei rimandato alle calende greche la lettura di questo tuo romanzo che intitolerei “Nel mezzo del cammin di nostra vita”. Ho cominciato a leggere per capire quale “compagno di seduzione” fossi e per arrivare al punto sono dovuto arrivare fino alla fine del libro!

Il romanzo che tu dici “impubblicabile” invece lo pubblico (censurato) al posto di altre domande di abbonamento che invece sono veramente impubblicabili, non perché non idonee, ma perché contengono informazioni estremamente riservate e che non interessano il nostro target. In quello che tu scrivi so che si riconosceranno molti GS che conosco di persona e che hanno più o meno gli stessi tuoi problemi perché vorrebbero espatriare con i loro piccoli o grandi capitali ma si trovano con i problemi tipo eredità non elargita con anticipi da genitori padri padroni, obbligo di lavorare nell’azienda di famiglia sotto padre padrone, genitori passati a miglior vita e fratelli e sorelle che non vogliono monetizzare le proprietà, etc.etc.

Io che sono un rivoluzionario e che contrasto sempre i genitori ti dico, paradossalmente, che i genitori hanno quasi sempre ragione! Meglio dire hanno la maggior parte della ragione. Ancora meglio, la parte della ragione che hanno va tenuta in molta considerazione perché hanno molta più esperienza di noi, ne hanno viste di tutti i colori, sanno cosa potrebbe succedere da cosa. I genitori sono un freno, paragonabili ad una automobile. Tu sei l’acceleratore e loro sono il freno. Tu ti sentiresti sicuro a guidare un Porsche senza freni?
Ma una Porsche con ottimi freni e senza acceleratore va da nessuna parte. La macchina migliore ha buoni freni e l’acceleratore da usare con moderazione a seconda delle condizioni della strada (il cammin di nostra vita).

Veniamo alla seduzione in senso stretto.

Le città d’arte italiane (credo anche la tua bella Firenze) pullulano di gnocche straniere residenti. A conferma ti racconto l’ultimo dei tre case di seduzione passiva in tre settimane, a Roma, senza mai provare un rimorchio. Tre giorni fa ero a passeggio con il nostro GS avvocato IstantKarma per programmare una Diamante, ore 23, Roma, Corso Vittorio Emanuele, ma questo non conta poteva accadere ovunque.
Una bellissima gnocca che incrociavamo ci nota, ci ferma e si stacca dal gruppo per chiederci (in italiano) le indicazioni per andare a Fontana di Trevi. [Se ci legge come è possibile sono bruciato ma voi discepoli contate di più delle gnocche, ndr]. Parliamo un poco (forse un solo minuto), mentre il gruppetto di quattro amici/che la chiamava, non facciamo in tempo a scambiarci i recapiti per le pressioni del gruppetto. Io dissi a IstantKarma: “Questa non voleva l’informazione, voleva rimorchiarci”. Solo un’intuizione, pura intuizione, perché secondo logica se voleva rimorchiarci doveva ritardare altri 30 secondi per scambiarci i recapiti. Invece alla richiesta degli amici è scappata. Ma la mia intuizione non sbaglia quasi mai.

Ora il prosieguo incredibile che a tutto’ora neppure IstantKarma conosce e sicuramente mi chiamerà quando leggerà. Ieri sera, quasi fine partita, mentre rientro a casa vedo sedute [sul Forum riservato] in [sul Forum riservato] due bellissime gnocche da sole e non c’era alcun controllo sociale. Passo davanti a loro per studiarle e studiare la situazione, loro mi guardano e mi sorridono. [I dettagli del case completo sul Forum riservato]. Era la gnocca che cercava Fontana di Trevi! Accompagnata da un’amica bellissima come lei! Vivono a Roma da molti anni, il fratello di una delle due (la prima) è un imprenditore e lei lavora col fratello come anche la sua amica. Quindi avevo intuito bene che “Fontana di Trevi” era solo una scusa per rimorchiare. Ora anche secondo logica, perché non è pensabile che chi vive a Roma da anni e lavora in centro non sappia dove si trovi Fontana di Trevi. E’ anche incredibile che due bellezze simili (tipo fotomodelle) facciano un lavoro dove la bellezza conta men che zero [sul Forum riservato]| E non hanno amici italiani e giustificano: “Noi abbiamo il diritto di non dare retta a nessuno”. Ma il mio contatto è ora fatto. Se avessi spappagallato sarei forse rimbalzato come migliaia prima di me. Chi batte oggi sbatte. Hanno deciso loro e questo mi da la massima soddisfazione.

C’è chi invece batte dalla mattina alla sera e prende solo pali. E se una volta non dovesse prendere il palo prende la buca che poi non ti racconta. Io da quando non rimorchio più ed aspetto che capiti quello che deve capitare, quando, dove, e con chi debba capitare, secondo il destino, anche fosse solo una volta a settimana, ho cambiato vita. Sono più rilassato. Ovviamente devi esserti migliorato al massimo come seduttore, ed è questo il “lavoro” che conta di più ai giorni nostri, non è più come dieci anni fa. Battere non serve più niente, spreghi quantità enormi di energia per ottenere il minimo beneficio.

E ora io mi domando. Se questo paese mi facesse incazzare di meno per il fatto che è governato dai criminali e siamo nella merda, non starei meglio qui che andare a rimorchiare all’estero e mischiarmi con la massa di sfigati che viaggiano solo perché sono affamati di gnocca che poi non la prendono neppure all’estero. Certamente viaggiare da energia e la novità ti regala la carica. Ma se Roma fosse governata dai tedeschi sarebbe la migliore città del mondo! Sia per la vita che per la seduzione. Io credo che la migliore soluzione di vita sia alternare lunghi soggiorni all’estero a lunghi soggiorni in patria. Come fanno gli americani, che in qualche campo sono più evoluti di noi. In qualche campo.

Io dunque ti consiglio quanto segue:

1) Frequenta Firenze, anche li hai oltre le turiste anche le residenti straniere.

2) Viaggia ogni tanto, per cambiare aria, per la novità, che fa bene anche alla salute. Compromesso con tuo padre, per ragioni di salute mentale.

3) I genitori hanno ragione “tutto questo sarà tuo”. Non trascurare l’azienda per farti una scopata all’estero.

4) Cerca di colloquiare con i tuoi genitori dando loro ragione su ciò che loro hanno effettivamente ragione in base alla loro esperienza (l’azienda l’hanno creata loro non tu) ma fai loro capire le tue esigenze e cercate un compromesso per salvare capra e cavoli. Se glielo spieghi bene tuo padre capirà che un single della tua età se non è un gay o un tossicodipendente né un hooligan in qualche modo dovrà pure cercare un po’ di piacere, di fare nuove esperienze, di viaggiare. Lui capirà che il mondo è in parte cambiato anche se la natura umana che lui ben conosce è sempre la stessa dei suoi tempi. Falli ragionare pacatamente.

5) L’idea delle fiere all’estero è eccellente. Ti produrrebbe gnocca e lavoro. Ma studiatela molto bene senza lanciarti in avventure a rischio, se sbagli i mercati l’azienda perde e tuo padre non ti crederà più.

6) “Tutto questo sarò tuo”. E’ sacrosanto. La vita del seduttore è lunga. Non vorrai mica passare gli ultimi anni da seduttore povero come Giacomo Casanova?

Le italiane sono “rompicoglioni” ed è vero. Ma mi stanno sempre più simpatiche perché ora quasi tutte le nuove conoscenze italiane mi dicono “Noi siamo delle rompicoglioni”! Evviva la sincerità.
Io perdono chi confessa.

La California se hai buoni contatti va bene. Ma io eviterei LA. Tranne che non abiti a Hollywood o a Beverly Hills o a Westwood, LA è troppo dispersiva.

Dalle tue foto (eccetto quella sul documento non significativa) sei il tipo “barone di campagna”. Dovremo studiare un look adatto che enfatizzi la tua tipologia.

Ciao Carlo.

PS. La domanda non è completa, mi devi inviare la dichiarazione di segretezza. Copia e incolla dalla pagina TOP SECRET. Sarai accettato.

Ps2. Grazie a te mi sono ricordato della mia amica della Raiffeisen nella foto. Ore 18.20 la chiamo, è appena tornatata da Siviglia, prende altre ferie ed il 3 luglio è da me a Roma. Grazie di cuore!
Nella seduzione tutto succede per caso. Basta diventare seduttori ed il destino in qualche suo modo conduce a te la gnocca.



Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione. Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.



(Lunedì 25 Giugno 2012)


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