Seduction.NET

Home Costume della seduzione      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Disinformatia

New York paradiso della gnocca

Ci sarebbe carestia di maschi per 150.000 unità



Cougar con toy boyfriend


Quest’articolo che segue mi ha colpito perché potrebbe trarre in inganno molti seduttori che dopo una breve lettura volerebbero col primo aereo a New York, dove avrebbero scoperto (dal suddetto articolo) che c’è gnocca per tutti.

Se gli americani (notoriamente più allupati degli italiani) se la tirano alla grande con le gnocche di New York, facendosi desiderare e perfino sognare, non resterebbe alcun “dubbio residuo” che New York sia un paradiso dalla gnocca facile!

Gnocca calda a gogò, gnocca per tutti, che ti aspetta a Manhattan, già innamorata di te prima del tuo arrivo. A New York ci sarebbe carestia di maschi con 150.000 donne single in surplus, a caccia 24h, 7x7… non dormono mai ma sognando ad occhi aperti un maschio che se le prenda.

E le italiane, che in patria se la tirano, a New York vanno a caccia grossa.
Mentre noi cerchiamo di scoprire dove sono le “italiane no problem”, dalla seduzione facile, ecco che l’articolo ci dice che sono tutte a New York!

Se lo leggevo prima non lanciavo il sondaggio!

Leggete l’articolo soffermandovi sui punti salienti, e dopo vi svelerò il trucco e come difendersi dalla “disinformatia”.





Com'è difficile innamorarsi a New York
La città che per un decennio ha fatto da sfondo a 'Sex and the City' è in realtà uno dei luoghi al mondo più difficili per una donna che voglia cominciare una relazione. Lo dicono i sondaggi, i giornali Usa e persino i siti d'incontri. Dove le single si limitano a cercare 'fidanzati stagionali'. E se poi si è straniere, è pure peggio
di Angela Vitaliano

“Perche’ ti sei trasferita a New York?”. “Per innamorarmi”. Non esiste al mondo fan della serie “Sex and the City” che non ricordi lo scambio di battute fra Carrie “cuore a pezzi” Bradshow e la sua futura personal assistant, Louise, in un bar della Grande Mela.

Mentre il mondo della giornalista cadeva a pezzi, dopo essere stata mollata sull’altare dal recidivo Mr Big, una donna le indicava “l’amore” come ragione fondamentale del cambio di vita che l’aveva portata nella città che non dorme mai. E se una città non dorme mai, ci sarà sempre qualcuno sveglio da incontrare e di cui innamorarsi perdutamente; colui che, poi, si inginocchierà, in una cornice perfetta, debitamente organizzata, per porgere l’anello (un diamante, mica cosette da bancarella) facendo la fatidica domanda capace di rendere tutte le donne, anche le amministratrici delegate tutte cellulare e lavoro, delle principesse dai cuori teneri che ti chiedono, non fedeltà, ma un immenso armadio per le scarpe in cambio di imperitura devozione.

Così deve aver pensato Louise e con lei tutte le “Louise” che a New York arrivano con l’illusione di diventare ricche, di successo ma soprattutto di trovare l’amore. Mai aspirazione fu più destinata, nella maggior parte dei casi, a un tristissimo fallimento. E non è colpa della serie televisiva che, anzi, in maniera candida e onesta, per una decina d’anni non ha fatto altro che raccontare che tortura sia sottoporsi a quello che gli americani chiamano il dating, cioé il passare da un appuntamento all’altro alla ricerca dell’amore vero.

Tanto che nella serie Louise il suo agognato amore lo trova nella sua St. Louis (dove poi ritorna) durante una vacanza natalizia. Insomma, New York sarà pure la città adatta ai sognatori, ai coraggiosi di cuore che vogliono tentare imprese impossibili e diventare grandi attori o miliardari a Wall Street, ma per i miracoli si sta ancora attrezzando. Tanto che un post di qualche settimana fa, apparso su Craigslist, il famoso sito di annunci, ha attirato l’attenzione persino del Time per il suo contenuto, essendo un vero e proprio SOS lanciato da due ragazze per trovare il perfetto “fidanzato autunnale”: amante del baseball, della raccolta delle mele, delle coccole sul divano, sotto al plaid, e anche inserito in un bel gruppo di amici, così da poter passare in buona compagnia delle belle serate casalinghe, alle prime avvisaglie del gelo cittadino.

Le due ragazze hanno poi fatto sapere che l’annuncio era uno scherzo, lasciando però aperto uno spiraglio per le centinaia di candidati che si erano fatti avanti: “se troviamo quelli giusti, allora era una cosa seria”. Se la ricerca dell’anima gemella è difficile in generale, per le donne italiane che vivono all'estero diventa ancora più insidiosa per quel divario culturale che rende la già solitamente complicata decodificazione delle conversazioni fra i sessi, quasi del tutto impossibile.

Partiamo da un presupposto: a New York le donne single superano gli uomini di circa 150 mila unità e la città ospita la seconda comunità gay piu’ grande del paese. La “battaglia”, dunque, si preannuncia difficile. E se l’accento “esotico” e lo stile italiano sono elementi che attraggono rendendo spesso più semplice il primo approccio, i guai sono dietro l’angolo.

La situazione tipo con un americano è questa: si esce per un appuntamento, si chiacchiera, si chiacchiera, si chiacchiera e poi lui ti riaccompagna a casa e ti dice che vuole rivederti. Perfetto, pensi. Al mattino ti svegli e aspetti un messaggio, uno squillo, che so, un segno di vita, ma zero. Al quarto giorno ti stai rassegnando, al quinto pensi di iscriverti ad un sito di cuori solitari ed ecco che al settimo lui manda un messaggio con scritto “what’s up?” o, se è proprio in vena di romanticismo, aggiunge una frase sul tempo. Gli rispondi, lui risponde, tu rispondi pensando “cavolo ma quando fissa un appuntamento”, e lui scompare. Cosi, all’improvviso.

Dopo un paio di giorni risponde al tuo ultimo messaggio come fosse passato un minuto e dice finalmente che vuole rivederti “magari fra un paio di settimane, quando torno da…” Se c’è “passione” nel giro di tre mesi esci tre volte e quando lo racconti alle amiche americane loro rispondono entusiaste “he is into you” che tradotto significa che è interessato a te. Tu le guardi per capire se hanno problemi di alcolismo, ma loro sono sincere perché la norma è che dopo il primo appuntamento, lui scompaia cosi. E non vi aspettate nulla di romantico nemmeno dopo una notte insieme. Nove volte su dieci vi ignoreranno, ma mica per un fatto personale.

Ritengono del tutto irrilevanti certe “smancerie”. Ci sono poi le varianti “da brivido”, come quelli che non pagano il conto della cena e dividono tutto come se si fosse amici della quinta elementare; quelli che indossano calzini bianchi (con i pantaloni larghi e corti) e quelli che fra una chiacchiera e l’altra ti dicono che stanno provando a debellare l’infestazione di “bedbugs” (pulci da materasso) dal loro appartamento. E se, dopo tre mesi, tre appuntamenti, dieci messaggi e tre paia di pantaloni da incubo tu gli dici che le cose non funzionano, perché chiaramente non c’è passione, lui ti guarda annoiato e ti dice: “Come sei drammatica. D’altro canto sei italiana”.

La “disinformatia” è nel target al quale ci si rivolge.
Ogni volta che si legge un’informazione sulla seduzione bisogna sapere chi è che la sta divulgando. Perché ognuno vede la realtà che vive, e vede la realtà con i propri occhi.

Facciamo un passo indietro. Ci sono dei siti per il target dei puttanieri che provano a parlare della seduzione. Provano a parlare di qualcosa che non appartiene alla loro realtà e che con i loro occhi non possono vedere. La conferma l’ho avuta anch’io: quando i GS mi segnalano una città che hanno letto in un sito di puttanieri dove la seduzione è impossibile (per loro che scrivono su quei siti) io la stessa città l’ho trovata relativamente facile, per il vero seduttore ovviamente.

Anche nel caso della “gnocca facile” a New York dobbiamo scoprire chi scrive di questa realtà che vive e vede con i propri occhi.

Scrive una brava giornalista “over fifty”, single, che si è trasferita a New York, presumibilmente (si potrebbe intuire dall’articolo) anche per trovare un uomo. La sua realtà è di donne coetanee (americane e italiane) che si trovano nella stessa situazione da single. La brava giornalista vede la seduzione a New York con i propri occhi, vede la propria realtà di donna single e senior.

Segnaliamo il suo blog in ringraziamento per lo spunto di analisi

Ora parliamo “politically uncorrect”, che la maggioranza dei seduttori, sia americani sia italiani, sia junior sia senior, non sono attratti da questa tipologia di donna come femmina. Possono apprezzare e stimare questo tipo di donne per la loro cultura e volerle come amiche ma non sono attizzati dai bollenti spiriti.

Ecco perché l’autrice lamenta nella sostanza che “non ci provano”.
Non ci provano perché lei non è nel loro target (”E non vi aspettate nulla di romantico nemmeno dopo una notte insieme. Nove volte su dieci vi ignoreranno, ma mica per un fatto personale. Ritengono del tutto irrilevanti certe “smancerie”.”). Se la donna è fuori da ogni tentazione è ovvio che i maschi non amino le “smancerie”. Una notte insieme dopo una serata alcolica potrebbe pure capitare, ma quando ci si sveglia e si vede una realtà che non è quella che si desidera da sobri: “fuga”.

Mettete un amerikano davanti ad una bella gnocca ventenne e vedete se non farà le smancerie. Altro che ”non pagano il conto della cena e dividono tutto come se si fosse amici”. Non pagano il conto appunto perché per lui sono solo amici, perché lui non è il maschio che la donna in questione vorrebbe che fosse.

Mettete un amerikano davanti ad una bella ventenne (seppur deficiente) e vedete se non si farà svuotare anche il conto in banca, e se la sposa pure. Infatti è noto che gli amerikani vanno a comprar moglie nei paesi russofoni. Quando si tratta di belle gnocche gli amerikani non hanno il braccino corto, hanno la gru che tira su valanghe di dollari!

Molte donne credono di “trovare l’america” in America. Perché sanno che le amerikane sono cesse e ci dovrebbe essere meno concorrenza. Ma a New York ci sono le straniere di tutto il mondo, le sudamericane e le orientali, la concorrenza c’è anche a New York, e l’amerikano vuole la bella gnocca. Della cultura, all’amerikano non gliene può fregar di meno, tranne che per una chiacchierata.

Ora consideriamo i single per fasce d’età. Questo è un’altra “disinformatia” che molti sparano anche in buona fede. Le donne superano di numero gli uomini solo dopo i 50 anni. E nei paesi dove gli uomini schiattano prima le donne superano gli uomini prima. Gli amerikani a cinquant’anni sono già schiattati. Ecco che la nostra giornalista scrive che ”a New York le donne single superano gli uomini di circa 150 mila unità. E’ vero, ma l’informazione corretta sarebbe “Le vecchie single superano gli uomini di 150 mila unità”.

Comunque dobbiamo anche ricordare che New York è un paradiso per i “gilfomani”, coloro che amano essere sedotti dalle Gilf (Grandmother I’d like to fuck).

Che sia il paradiso per le Cougar lo ha ben pubblicizzato Sex and the City.

Buona seduzione a tutti e con tutti i target



Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione. Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.



(Giovedì 9 Ottobre 2014)


Home Costume della seduzione      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

scrivimi.gif
© testi & foto: Seduction Magazine - tutti i diritti riservati - copyright © 1997-2021.
Sito CSTR srl    Riproduzione vietata.     Help