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Terrorismo contro la seduzione

Nizza. Attentato alla seduzione

Il Diario di un nostro GS sull’attentato a Nizza



Promenade des Anglais. Ragazze depongono fiori per onorare le vittime dell'attentato


da: [--]@gmail.com>
a: Carlo della Torre
data: 18 luglio 2016 16:50
oggetto: Articolo sul post-attentato Nizza da pubblicare
proveniente da: gmail.com
firmato da: gmail.com
: Importante principalmente a causa delle persone che partecipano alla conversazione.

Cari colleghi,
Anche se oggi non ho molto tempo per scrivere perché ho diversi impegni di cui mi devo occupare, voglio lo stesso trovare un po’ di tempo libero per rispondervi direttamente senza tenervi sulle spine riguardo a quello che è successo a Nizza dopo l’attentato, evitando di procrastinare troppo il mio post.

Innanzitutto non voglio stare a raccontare l’evento che già conoscete, lo introdurrò in parte per spiegarvi la situazione piuttosto tragica. Prima di fare ciò, mi rivolgo a streetlawyer e gli dico di non preoccuparsi, perché stiamo tutti bene e attualmente sono in procinto di rientrare in Italia per le vacanze.

Tutto è cominciato giovedì tarda serata del 14 luglio, stavo al computer e programmavo nella mia testa la giornata successiva, trovandovi tranquillamente a casa, quando i miei genitori mi chiamarono alle 23.45 dicendomi che alla televisione parlavano di un probabile attentato con decine di morti sulla Promenade des Anglais. Loro già sapevano che ero a casa e mi avevano giusto chiamato per sapere come andava, così decisi in seguito di leggere dei siti di giornali per avere informazioni, ma le notizie erano scarne, o meglio inesistenti, dato che le prime informazioni sarebbero arrivate dopo la mezzanotte. Così mi collegai al canale BFM TV per avere la diretta streaming, dove i giornalisti parlavano di un camion bianco che aveva sfondato la folla riunita per i fuochi d’artificio causando diverse decine di vittime. A quell’ora l’unica cosa chiara era che il bilancio delle vittime aumentava esponenzialmente di minuto in minuto; riguardai dei siti di giornali e vidi un video dove una cinquantina di persone correvano verso il porto. Mi collegai a facebook per vedere se c’erano ulteriori notizie e per confermare ai miei compagni di classe che ero vivo. Guardai ancora un po’ la diretta e i siti di giornali e andai a letto; tuttavia non riuscii a dormire a causa dell’agitazione e dello stress, mi addormentai alle 3.00 e mi svegliai alle 9.00.

Appena accesso il cellulare ricevetti diversi messaggi su whatsapp, tra cui quello di Mauro76 (che qui lo saluto e lo ringrazio per il messaggio) e una telefonata. Risposi a tutti che stavo bene, feci colazione e mi preparai per uscire. La prima cosa che notai fu l’atmosfera generale: le persone, tutte quelle che vidi in strada e non, non parlavano d’altro ed erano distrutte in volto per l’attentato. Mi diressi verso la mia banca per questioni sul mio conto e, quando ci arrivai era completamente chiusa e con tutte le saracinesce abbassate, così andai in av. Jean Medecin per dirigermi alla mia facoltà. L’atmosfera che regnava sembrava quella di un villaggio fantasma del far west: in giro c’erano pochissime persone, pochissimi turisti, i grandi magazzini stavano per chiudere (erano le 11.30) e non si sentiva il rumore tipico dei tram. Guardai in lontananza verso place Massena e vidi che la fontana di Nettuno era completamente sbarrata dalle transenne, fortunatamente presi e mi diressi alla mia facoltà per una questione burocratica. Le persone ovunque non parlavano d’altro, avevo i volti distrutti, le occhiaie (molte persone non avevano dormito giovedì notte) ed erano completamente agitate a causa dell’evento. Arrivato alla scolarità la trovai completamente chiusa, con tanto di catenacci pesanti e arrugginiti alle porte, vidi un tipo della sicurezza, ci parlai e mi chiese se avevo appuntamento, gli dissi di no e mi disse di tornare più tardi perché gli uffici erano chiusi per la pausa pranzo.

Decisi di andare a mangiare in un bar-patisserie di mia conoscenza dove mi trovai la stessa scena: parlai con il proprietario e il cameriere e li trovai completamente a pezzi, con le occhiaie, che non riuscivano a capire quello che era successo, addirittura il cameriere parlava di un imminente “guerra civile”. Mangio velocemente, rispondo a delle telefonate e dei messaggi e ritorno alla segreteria della facoltà.

La scena che mi coinvolse ha dell’incredibile e ve la descrivo: mi trovavo all’entrata dell’edifico dov’è c’è la segreteria (completamente chiusa da catenacci vecchi e non) quando uscii dall’edificio un ragazzo magrebino della sicurezza per chiedermi se avevo appuntamento, chi ero e se avevo un documento d’identità. Il tipo in questione era completamente spaventato e spiazzato, aveva paura che mi avvicinassi e manteneva una distanza di 3 metri; mi guardava con occhi spalancati (in Francia assumono civili come addetti alla sicurezza dopo un corso breve di formazione) e mi chiedeva le cose sopracitate. Io gli mostrai la carta studente, gli dissi che ero italiano, lui, spaventato, aggiunse che gli uffici avrebbero riaperto lunedì, io che sarei rientrato in Italia questo sabato.

Non voglio annoiarvi sul resto della giornata che si è svolto seguendo lo stesso copione: chiamate e messaggi a cui ho risposto, sono passato a trovare dei conoscenti, italiani e non, a vedere come stavano. Quello che è emerso è che tutti giovedì sera erano a casa, nessuno era andato a vedere i fuochi d’artificio, alcuni erano fuori Nizza, tranne una coppia di francesi che erano andati a vedere i fuochi e fortunatamente erano rientrati 3 minuti prima che il camion sfondasse sulla folla. Il mio stato d’animo di ieri lo potete immaginare: stanco e a pezzi per le poche ore di sonno, per le persone spaventate che non parlavano d’altro, per il clima generale in città, infatti tutta la Promenade era sbarrata, anche rue de France, con transenne, auto della polizia, poliziotti con giubbotto antiproiettile e armati con pistole e fucili d’assalto.

In generale, tutta la situazione ne risentirà in maniera negativa e da questo evento tutti ne avremo da perdere, seduttori e non. Inoltre di questa vicenda se ne parlerà per decenni, perché la Francia è stata colpita in uno dei suoi luoghi-simbolo; tutto ciò influenzerà in modo negativo, il turismo, la seduzione, ma anche la sociétà generale, ovvero:

- I francesi (e le francesi) saranno più diffidenti versi gli stranieri, soprattutto gli arabi, ma forse anche europei (tra cui italiani) e russi;

- Gli arabi (e le arabe), di conseguenza, verso i francesi, europei e stranieri lo saranno ugualmente se non di più e cercheranno i loro simili;

- Le nere e le mulatte , ancora di più, perché già si sentono esclusi e relegati nelle banlieues, a causa dell’attentato ancora di più e cercheranno i loro simili;

- I turisti (e le turiste) saranno sempre di meno, in primis svedesi, americane e russe; di conseguenza il livello medio di bellezza calerà molto;

- Gli studenti (e le studentesse), erasmus e non, diminuiranno e sceglieranno altre mete più sicure in Europa;

- Le francesi saranno ancora più diffidenti verso gli altri, sopratutto di giorno, rendendo l’approccio stradale, di per sé già molto difficile, pressoché impossibile, non solo a causa dei magrebini molesti, ma anche di qualche amerikano rompikazzo. Non gireranno più da sole ma in gruppetti, andranno solo al lavoro e usciranno solo per fare la spesa e/o andare in palestra, passando più serate tranquillamente in casa e/o uscendo con amici/e.


Buona giornata a tutti,
DurdenGS

P.S.: Ti chiedo di oscurare completamente la mia e-mail, grazie.



Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione. Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.



(Giovedì 21 Luglio 2016)


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