I libri della seduzione
Come rimorchia un grande scrittore
di Redazione
Titolo: Se la luna mi porta fortuna
Autore: Achille Campanile
Introduzione: Umberto Eco
Editore: Rizzoli

Questo brano sull'approccio per la strada è tratto dal romanzo "Se la luna vi porta fortuna" di Achille Campanile (umorista tra i maggiori della nostra letteratura).
Il romanzo non tratta specificamente della seduzione, ne trovate comunque la recensione nella rubrica "I libri della seduzione", ma solo come citazione.
È stato scritto alla fine degli anni '50, ma le tecniche di approccio sembrano essere non troppo cambiate.
Lo scrittore mostra di avere una ottima "conoscenza pratica" di questo tema e lascia da parte in questo brano gli umorismi eccessivi, i paradossi e i nonsensi che caratterizzano il suo stile.
Carlo ha sottolineato per voi i passi più importanti del brano.
Il libro ha inoltre l'autorevolezza di una introduzione scritta da Umberto Eco, l'unico intellettuale italiano conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
«Bisogna saper scegliere le donne che si possono abbordare.
Ci sono giorni che se ne incontrano cento e giorni che non se ne incontra nessuna. Generalmente, se ne incontrano di più quando s'è in compagnia d'un'altra donna. Perciò non sapremmo abbastanza raccomandare di andare a caccia di donne in compagnia d'un'altra donna. Bisogna, poi, tener presente che quasi ogni donna, in certi momenti, è favorevolmente disposta verso l'avventura; bisogna saper essere per lei, in quei momenti, lo sconosciuto che non compromette e che non si rivedrà domani. In certi casi, basterà essere lo sconosciuto che versa una piccola somma.
In massima, le donne che camminano frettolose non si trovano nello stato d'animo descritto. E nemmeno quelle che sono in compagnia di un uomo. Le altre, seguitele. E fate capir loro, immediatamente, che le state seguendo. È inutile seguirle di nascosto. Si sconsiglia risolutamente di rivolgere la parola ad una donna, finché ella non vi abbia guardato almeno una volta. Se ella affetta di non accorgersi di voi, che le camminerete vicino, precedetela di qualche passo, voltatevi ogni tanto, aspettatela, guardandola e cercando di farvi notare e, sopra tutto, di non perdere di vista, tra la folla l'oggetto amato.
Le donne sono tutte un poco pazze. Spesso tengono a lungo un contegno enigmatico, per esplodere a un tratto, con pari probabilità, in atti ostili o cordiali. Perciò il cacciatore sia tenace e cauto allo stesso tempo. Sperimenti l'occhiolino. Una delle cose che trattengono spesso la donna dal dare chiari segni di simpatia è il timore di passare per frivola di fronte allo stesso uomo che la segue. Per questo, il cacciatore deve mostrarsi rispettoso e contentarsi di semplici indizi. Non pretenda né aspetti - e questo non avviene che in rari casi - che la donna gli sorrida. Basterà capire che ella si mette in condizione di facilitargli la conquista.
Appena il maschio si sarà formata la convinzione - se, per esempio, la femmina rallenta il passo, se lo guarda con la coda dell'occhio, se si ferma davanti a una vetrina, se imbuca una via meno affollata - agisca rapido e deciso.
Entriamo così nella seconda fase - la più delicata - della conquista. L'uomo si avvicinerà alla donna, misurerà il suo passo su quello di lei e, a meno che la strada non sia deserta, non farà nessun gesto che possa essere notato dai passanti; non si toglierà il cappello, non saluterà, ma avrà l'aria d'essere in compagnia della signora.
La solita frase: "Permette che l'accompagni?" è sciocca e dannosa. Non avviene quasi mai che una donna risponda subito sì, anche se questo sia nei suoi desideri. Una personale esperienza ci induce a consigliare questa frase, che vuol essere pronunciata a bassa voce e con l'aria più naturale, come si stesse continuando una conversazione: "Dove va?".
Può darsi che la donna non risponda. Anzi, è molto probabile che non risponda. All'accorgimento del cacciatore, il capire se quel silenzio è momentaneo o decisivo. Può darsi che la donna dia uno schiaffo. Allontanarsi in fretta. Può darsi che dica: "A casa". Allora, educatamente, garbatamente, con tono insinuante, le si chiederà il permesso di accompagnarla, aggiungendo che, però, si desidera non metterla in imbarazzo nel caso ci sia la probabilità d'incontrare un parente, un fidanzato, o addirittura un marito.
Lo spirito informatore di questa norma è l'opportunità di evitare scene spiacevoli. Liberati da questo timore, basterà mostrarsi modestamente spiritosi e molto ingenui, per giungere alla totale conquista dell'oggetto desiderato.
Tener sempre presente questa norma generale: è indispensabile dare alla donna l'illusione di averla conquistata.»
Per chi vuole sapere tutto quello che conta sulla Seduzione, Carlo ricorda TOP SECRET, la Newsletter sulla Seduzione. Tutto quello che serve sapere, e che nessun altro vi può dire.
(Venerdì 21 Febbraio 2003)
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