Dalla stampa commerciale
"Naso magister erat"
Dopo le "ultime americanate" sulla seduzione ora scoprono Ovidio
"Naso magister erat". Così voleva essere ricordato Publio Ovidio Nasone, così scrisse nel finale della sua opera "Ars Amandi".
Vi proponiamo la lettura di un articolo tratto da marieclaire.it. Si tratta della recensione di un libro scritto da una giornalista del quotidiano inglese “The Guardian”.
Che i classici siano più attendibili dei manualetti commerciali sulla seduzione che si trovano a centinaia sia in internet che in libreria noi lo abbiamo sempre sostenuto, e lo ribadiamo.
Ovidio è stato il primo Gran Maestro della seduzione.
Ci sembra però che questo articolo avanzi interpretazioni un po' “troppo libere” sugli insegnamenti dei nostri antenati.
I classici vengono spesso copiati oppure vengono interpretati come fa comodo per scrivere un articolo commerciale o un libro di Natale.
Non c’è rispetto per chi ha scoperto per primo le grandi verità della seduzione.
Fatte le dovute premesse ci fa piacere constatare che le riviste commerciali, dopo averci propinato le “ultime americanate” sulla seduzione, ammettano finalmente che i classici di duemila anni fa ne sapevano di più degli "americani".

Da "marieclaire.it"
A RIPETZIONE D'AMORE
I manuali moderni? Tutto quel che di fondamentale c’è da sapere su seduzione etc l’ha già scritto Ovidio duemila anni fa. Una giornalista inglese ne è convinta, e il nostro esperto le dà ragione: micro guida al latin love.
Gli scaffali delle librerie sono pieni di manuali sulle tecniche amatorie più strane e invitanti. Ma tutto quel che c’è da sapere in realtà era già stato scritto dai classici latini, vedi Catullo, Orazio, Ovidio. A rispolverare utili consigli per i nostri love affairs ci ha pensato Charlotte Higgins, giornalista del quotidiano The Guardian, in un libro uscito da pochi mesi in Gran Bretagna, Latin Love Lessons - Put a little Ovid in your life (Aggiungi un pizzico di Ovidio alla tua vita). Tante le similitudini con un passato mai così vicino ai costumi attuali (si parla dell’età augustea, all’apice della floridezza, ma con numerosi presagi di un futuro incerto). Ma tranquilli, nessuna pesantezza, chiarisce subito la Higgins: «Ovidio ci ha lasciato il più scandaloso, ironico, cinico ed esplicito testo su come cercare e trovare l’uomo o la donna dei propri sogni. L’Ars Amatoria è l’equivalente di un moderno manuale di how-to». Insomma, anche nel primo secolo D.C. lo scopo dei poemi didattici era sempre lo stesso: insegnare a trovare un partner e tenerselo. Ecco qualche suggestione riveduta e corretta.

Come non partire da ORAZIO? Col suo Carpe diem,attualizzabile in «ogni lasciata è persa», ha fatto scuola in campo sessuale. Anche Ovidio e Tibullo erano totalmente d’accordo. Tutti maschi, è vero, quindi sospettabili di “interessi privati in atti d’ufficio”, ma il loro invito ad avere più rimorsi che rimpianti non è male per le donne d’oggi. Con una sola avvertenza: in epoca di necessaria prevenzione, la versione più aggiornata e corretta deve suonare più o meno così: «Cogli il giorno senza accorciarlo» (con comportamenti sessualmente imprudenti). Si continua poi con Ovidio, un po’ meno tormentato del collega, ma pieno di consigli pratici e attuali. La sua Ars Amatoria si potrebbero suddividere in tre grandi temi: come prepararsi, come incontrare partner potenziali e come continuare a mantenere il contatto.
In fatto di look finalizzato all’accoppiamento, il primo consiglio di Ovidio è quello di non esagerare con la ricercatezza: oggi diremmo niente metrosexual se si tratta di maschi, e niente sofisticated lady, algide e minacciose, per quanto riguarda le femmine. Molto meglio la naturalezza. O qualcosa che sembri tale: l’importante è mantenere un po’ di mistero su trucchi e cosmetici che assicurano il risultato finale. Nessuna trascuratezza in fatto di pulizia, però: unghie perfette, niente peli, e soprattutto tanto dentifricio («...ec male odorati sit tristis anhelitus oris»: sì avete capito bene, vietato l’alito pesante). Sempre in fatto di immagine si prosegue con un «mettetevi cose a voi adatte». Qui Ovidio la prende un po’ alla larga parlando del primo greco ucciso a Troia (Protesilao) che aveva una moglie (Laodamia) famosa per sapersi acconciare i capelli, ma il succo è quello: non trasformarsi in fashion victim, ma puntare su uno stile personale. Secondo Ovidio ciò che più conta in fase di preparazione è il “make up mentale”, ovvero la conoscenza teorica dell’argomento, magari rinfrescando il tutto con qualche lettura mirata (ma dato che state seguendo questo articolo per voi non c’è problema).

Il capitolo su come incontrare il partner è una versione sofisticata del «vado in giro, vedo gente, faccio cose»: non recludersi, ma frequentare gli ambienti giusti se si vuole agganciare qualcuno di nostro interesse (che sia una festa in una villa patrizia o un party in un locale esclusivo non cambia). Non mancano abbondanti dosi di bon ton, del tipo: mangiate a casa prima e non date l’idea di essere affamate; controllate il partner alla luce del sole del mattino prima di prendere impegni definitivi. Seguono poi consigli evergreen, come per esempio arrivare tardi a una festa per assicurarvi un ingresso trionfale se siete belle, ma ancora più tardi se non lo siete (così saranno tutti già abbastanza bevuti da non notare la differenza). Questa parte del libro contiene forse il suggerimento più poetico: «Togli la farina dalle sue labbra e se non ha farinatogli il nulla». Stiamo parlando del classico trucco per attaccare bottone: «Scusa hai una briciola proprio lì, sulle labbra». Non sempre funziona ma è bello, eh?
Saltiamo il discorso catulliano sui tormenti, perché lì siete già esperte (non siete voi ad aver brevettato il «sic ego nec sine te nec tecum vivere possum», che in pratica si potrebbe tradurre con «non so nemmeno io cosa voglio»?). Vi sarà invece più utile consultare attentamente la parte del testo di Ovidio che riguarda il «come riuscire a tenersi stretto un uomo». Per continuare a mantenere il contatto faticosamente stabilito bisogna puntare sull’autostima (immaginate di essere invincibili), magari con l’aiuto di missive sapientemente dosate nella tempistica. Quanto male avrebbe detto Ovidio della velocità informatica e delle email che non consentono riflessione e ripensamento, ingredienti indispensabili per la durata di una relazione?
Ma un punto dolente riguarda il «cosa fare quando siete scaricate» (per esempio «quod sequitor fugio; quod fugit ipse sequor» significa all’incirca «non correte sempre e solo dietro ai bastardi»). Molte pagine istruiscono su come leccarsi le ferite d’amore. In questo settore gli autori latini sembrano essere espertissimi, ma 2000 anni trascorsi senza una definitiva soluzione del problema depongono negativamente sulle loro ricette. Comunque, chissà se nel mucchio riuscirete a trovare indicazioni utile per voi. Forse non giungerete a condividere l’ottimistico detto di Virgilio «Omnia vincit amor» (l’amore può tutto) ma potrete attestarvi su un più modesto «militat omni amans», che in soldoni vuol dire che in amore (se volete avere un lui e tenervelo) dovete darvi un sacco da fare.
Alla fine della maratona letteraria resta solo da capire se siete una donna classica che può far tesoro di queste suggestioni o una ipermoderna, tanto originale e fuori dagli schemi da doversi reinventare da sola ogni singolo passaggio o strategia. Per scoprirlo, provate a rispondere alle domande del test che segue. Se ottenete la sufficienza (sei o più punti, che potrete conteggiare andando al riguadro «soluzioni», stampato al contrario) continuate a leggere i libri d’amore e sesso di età classica. Magari non troverete la soluzione a tutti vostri problemi ma di certo acquisirete la consapevolezza che «nihil novum sub solem». Duemila anni di storia non hanno cambiato le cose: non potrete certo mutarle voi. Anzi, scoprirete che c’è una certa tranquillità nelle sconfitte definitive. Se invece non avete raggiunto la sufficienza, significa che i vostri problemi sono del tutto originali e poco studiati. Probabilmente dovrete aspettare altri duemila anni prima che i posteri (maschi) capiscano quanto avanti. Nel frattempo scrivete un manuale.
Maurizio Bini
Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione.
Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.
(Lunedì 5 Gennaio 2009)
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