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Un filosofo domanda se il seduttore sia felice

Meglio seduttore o accasato?

Il seduttore non è felice ma evolve la specie senza "figliare"



Casanova ci ha "evoluto" senza figliare



-----Messaggio originale-----
Da: Filosofer Man [mailto:[--]@gmail.com]
Inviato: venerdì 6 novembre 2009 18.11
A: carlo@seduction.net
Oggetto: domanda "esistenziale"

Caro Maestro,

mi chiamo Cristiano e ho 35 anni. Risiedo in Giappone, nella città di Tokyo, dove vivo assieme a mia moglie e mio figlio. È da circa 2 anni che continuo a “spiare” il tuo website. Lo trovo interessantissimo, non solo dal punto di vista della seduzione, ma anche da un punto di vista filosofico. Le tue risposte scritte a mo’ di giornalista mi aiutano a vedere il mondo in una certa prospettiva tanto che ritengo il tuo pensiero una “bussola” d’orientamento per chi ha bisogno di una guida non solo esteriore, ma anche interiore. Aprezzo molto il tuo sistema di valori e la tua maniera di essere sempre coerente ad esso, di essere sempre uguale a te stesso.

Ho fatto questa introduzione per spiegare che in questa mia lettera non intendo, almeno per ora, richiedere l’iscrizione alla TOP SECRET, per la quale non mi sento ancora all’altezza, ma piuttosto per chiederti un parere di tipo “esistenziale”.
Io mi sento fortemente attratto dal tuo stile di vita e per tante cose vorrei davvero emularti. Ho vissuto anch’io un breve periodo di seduzione attiva di tipo stradale che mi ha regalato emozioni e soddisfazioni intensissime. I miei risultati non sono chiaramente paragonabili ai tuoi... Anzi, avrei molto da imparare, non solo da te, ma anche dai tuoi allievi senior. Ho vissuto parecchio all’estero e la tua instancabile analisi sul paragone tra l’Italia e molte delle nazioni da te citate calza a meraviglia. Mi sento in sintonia anche con la descrizione che fai delle donne italiane e di quelle straniere, quest’ultime dotate di un attitudine mentale “superiore” a quelle nostrane.

Ecco la domanda. È da lungo tempo che sto contemplando di separarmi da mia moglie per motivi legati alla noia e alla voglia di tornare single. La vita matrimoniale non è sempre semplice da gestire ed ho la sensazione che potrei essere più felice da non sposato. Mi chiedo se l’intuizione che mi porta a pensare di essere più felice da single e da seduttore piuttosto che da sposato non sia altro che un’illusione: la differenza tra il seduttore single sempre in cerca di donne libere e belle e l’uomo maritato ormai rassegnato ma sempre accompagnato è un po’ come la differenza tra desiderio e amore. Il desiderio sta al seduttore (che non necessariamente è, ma probabilmente è single) come l’amore sta allo sposato. Il single si ritrova sempre in cerca di donne, sempre affamato, mai soddisfatto, dominato dal desiderio, mentre lo sposato, che una volta aveva, si, desiderato e corteggiato la sua sposa, si ritrova adesso ad amare quel che ha. Mi chiedo, Maestro, se io possa essere davvero felice da seduttore. Sei tu davvero felice come Grande seduttore? Mi chiedo se è possibile una reale felicità rimanendo solo nella dimensione del “desiderio”, perchè mi sembra chiaro che come single e come seduttore non sia possibile “amare” una donna. Nella seduzione si ama solo se stessi. Essendo, però, lo scopo della vita la felicità in se, mi chiedo se l’arte della seduzione non sia altro che una strada illusoria verso una felicità agognata che il seduttore non raggiungerà mai.

Ti ringrazio, Maestro, di avermi ascoltato e sarei grato di una tua risposta o di un tuo consiglio. La mia non è una domanda provocatoria, ma un dilemma che scuote la mia coscienza. La mia domanda non prende nemmeno spunto da elementi religiosi o da elementi di moralità sessuale. Si tratta, per lo più, di una questione filosofico-esistenziale, anche se spiegata in maniera grezza. Mi rivolgo a te perchè ammiro il tuo pensiero e la tua opera.

Cordiali Saluti,
Cristiano



Il seduttologo risponde

Caro filosofo,
il tuo dilemma è molto interessante. È un dilemma che mi pongo spesso anch’io ma non sono ancora arrivato ad una risposta certa. Ne discutiamo spesso anche fra noi seduttori liberi, analizzando i vantaggi e gli svantaggi, le gioie ed i dolori della nostra condizione di libertà in confronto agli amici e conoscenti accasati.

I seduttori non hanno lo stile di vita dei comuni mortali ma geneticamente sono dei comuni mortali perché anche i seduttori sono l’ultimo anello della catena dell’evoluzione della specie. Voglio dire che noi seduttori, pur non essendo comuni mortali, siamo soggetti agli stessi meccanismi della specie dei mortali. Anche noi esistiamo perché la specie si è evoluta in una certa direzione e con certi meccanismi, ed anche noi come i comuni mortali siamo il risultato di questa evoluzione. Ciò significa posizionamento sul territorio, tribù o gruppo di appartenenza, innamoramento, coppia, progenie. Poiché noi non obbediamo ai meccanismi della nostra specie dovremmo sentirci sempre insoddisfatti e ci dovremmo estinguere, perché non trasmettiamo i nostri geni.

Ma non ci estinguiamo! Perché?

Ogni antropologo fa la sua sparata, che è sempre un’ipotesi di lavoro, non provabile con certezza, perché nessun antropologo può dire “C’ero anch’io”. E allora anch’io faccio la mia sparata.

Molti grandi pensatori, sia nell’era contemporanea che nel corso delle storia, che siano seduttori, artisti, filosofi o scienziati non importa, non hanno creato una famiglia e quindi non hanno tramandato una progenie.
Il grande pensatore dovrebbe quindi essere già estinto. Invece non è estinto, malgrado non adempia al suo dovere di specie.

La mia teoria (o la mia sparata) è che il grande pensatore crea una progenie infinitamente più vasta del comune mortale. Non trasmette il proprio patrimonio genetico ma trasmette un patrimonio culturale, molto più diffusamente di un patrimonio genetico. Ha quindi un valore sulla continuazione e sulla evoluzione della specie che è infinitamente più grande del valore che il comune mortale trasmette allevando una progenie numericamente limitata. Questo meccanismo nell’era della comunicazione globale è più rilevante che nel passato, quando il pensatore trasmetteva prima per passaparola e poi su pergamena e carta. Adesso il pensatore trasmette in tempo reale ad un numero molto più vasto di umani. Se il grande pensatore dovesse curarsi della propria famiglia e della propria progenie non avrebbe abbastanza tempo ed energie da investire nelle grandi idee creative, innovative, o rivoluzionarie. La famiglia allo stato attuale può sopravvivere solo con l’accettazione incondizionata delle regole del sistema, senza innovazioni né rivoluzioni, non può essere diversamente. Inoltre il “grande” con la sola trasmissione genetica non potrebbe trasmettere a molti la sua grandezza.

Dopo queste premesse veniamo al tuo dilemma. Tu ti domandi se il Grande (Seduttore) sia più felice del comune mortale accasato.
La tua domanda è d’attualità.

Giovedì sera mi intrattenevo a parlare di questo tema con un mio discepolo GS, bellissimo e giovanissimo psichiatra. Gli ho posto il tuo stesso dilemma per avere una risposta dal punto di vista psichiatrico, che si poteva ben discostare dal mio punto di vista. Abbiamo preso il caso di un impiegato delle poste con moglie e figlio e con l’unico hobby delle partite di calcio. Ci siamo chiesti se fosse più soddisfatto di noi, che siamo sempre insoddisfatti, a volte anche un po’ depressi. Io paradossalmente sostenevo che il nostro impiegato fosse più soddisfatto di noi perché aveva una vita ben programmata, il suo hobby per il tempo libero, non aveva grandi dubbi sul futuro, né desideri, oltre a quelli che già soddisfaceva. Godeva della stabilità.
Il mio discepolo psichiatra anche sosteneva che noi siamo insoddisfatti, ma che questa insoddisfazione è funzionale ad una vita creativa e significativa. Secondo il nostro GS la psichiatria non ha niente da dire su questo tema ma può solo constatare (l’uomo psichiatra) che l’insoddisfazione e dei grandi mentre la felicità è dei mediocri. Il nostro giovane psichiatra ha concluso la diatriba facendomi una domanda: “Tu faresti a cambio con lui?”. Ho risposto senza dubitare: “No”. E lui: “Io neanche”. “Non luogo a procedere” sul nostro dilemma.

Ti ho voluto comunicare che separandoti per noia, e tornando single per diventare un seduttore, non andresti in paradiso ma in purgatorio. Noi viviamo stabilmente in purgatorio, anche per i nostri “peccati”. Ma forse noi non siamo fatti per il paradiso.
E tu?


-----Messaggio originale-----
Da: Filosofer [mailto:[--][--]@gmail.com]
Inviato: mercoledì 11 novembre 2009 12.44
A: Seduction Magazine & School
Oggetto: Re: R: domanda "esistenziale"

Caro Maestro,
ti ringrazio per la risposta. Ci sto riflettendo sopra molto. Mi hai dato una chiave di lettura non facile da comprendere. Oserei dire che la tua risposta sia un po' "astrusa" considerando la parte antropologica di essa. Mi piace però la logica con cui mi lasci pensare: la tua risposta e' complessa e sottile, ma allo stesso tempo immediata e concreta.

Se mi permetti vorrei rifletterci sopra, scriverti nuovamente, e chiederti un paio di domande, se questo e' possibile. So che Seduction.net e' il tuo lavoro e forse non hai tempo da perdere, anche se ho compreso dalle tue lettere che il tuo "business" e' più una vocazione per te e che tu lo fai con molta passione. Insomma, mi chiedo se e' possibile scriverti ogni tanto anche se, per il momento, non richiedo l'iscrizione alla TOP SECRET. Mi rendo conto che sei una persona saggia, ma non voglio abusare della tua pazienza e del tuo tempo.

Grazie nuovamente,
Cristiano

Il seduttologo risponde

Caro filosofo,
ti ho dato una risposta da “filosofo”, e la pubblico, come pure questa risposta "chiara a tonda":

1) Passando dalla coppia alla seduzione libera non diventi necessariamente più felice.
2) I liberi pensatori (seduttori, scienziati o artisti) hanno una funzione superiore nell'evoluzione della specie, senza dover figliare per la trasmissione del patrimonio genetico.
3) Dipende dalla tua natura quale sia lo stile di vita più adatto a te.

Mi puoi scrivere ma non posso garantirti la risposta per mancanza di tempo. Scelgo a caso le lettere alle quali rispondere.
Chi scrive e desidera una risposta non si rende conto che il tempo è limitato.

Buona seduzione filosofica.



Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione. Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.



(Giovedì 12 Novembre 2009)


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