I report degli expat
La seduzione a New York
Dal Forum riservato il report di un GS giornalista
di Fonte riservata

Meatpacking. Club Gunbar (vip&pip). Christine Evangelista, Sarah Reynolds, Sagen Albert e Vanessa Curtis

da: alex[-]@hotmail.it>
a: Carlo della Torre
20 aprile 2013 16:53
HI from NYC!
hotmail.it
Importante principalmente a causa delle parole contenute nel messaggio.
Buongiorno Carlo! ... Buon pomeriggio a chi è in Italia...
Leggendo il tuo post "La fuga di massa".
non potevo non scriverti.
Mi sono trasferito per un periodo a New York per lavoro e ci rimarrò un po' (ricordi, al Morrison's 1 a Budapest ne avevamo parlato brevemente).
Mi riservo di darti le mie considerazioni definitive a fine soggiorno... per ora, dopo un mese ecco le mie impressioni:
- facilità di approccio: se ci si presenta bene (look, inglese etc.) è estrema, uscendo si possono conoscere virtualmente tutte le ragazze a cui si è interessati; essendo un po' del "mestiere" e sapendo quando è ora di terminare la conversazione scambiare i contatti è estremamente facile.
- 'Seduzione': qui arrivano le note dolenti: ho la sensazione che ogni ragazza (decente, 7 in su) abbia una scelta tale da essere estremamente distratta e sbrigativa ai contatti successivi: sms corti, svogliati. Mia idea: cercare di fare tutto e subito nella notturna, nella diurna stupire, impressionare per essere sicuri di mantenere il contatto.
- qualità: in una città con un bacino potenziale di 20m di abitanti e che attrae persone da tutto il mondo è inutile dire che ci sono perle di tutte le origini: americane, asiatiche europee, caraibiche.... anche qui però c'è una nota dolente: essendo la media a mio avviso bassa le donne di valore sono più difficili che altrove e molto più esigenti e selettive (in termini di bellezza e patrimonio ricercato...)
Mi farebbe molto piacere sapere cosa tu ne pensi e se hai advices.
Have fun in Rome
A.

Il maestro risponde
Ciao, si mi ricordo di te. Ma se non ricordo male mi hanno poi informato che tu avevi appoggiato un tipo squallido e sfigato che ci diffamava su un sito che si chiama gnoccatravel. Per farti ricordare di chi sto parlando ti dico che quel “fenomeno” vive a Colonia e noi lo avevamo cacciato dal nostro Forum e poi anche quel sito gnoccatravel dove scriveva lo ha sbattuto fuori. Fa il pendolare da Colonia verso i paesi a “gnocca facile” perché le tedesche lo schifano, ma si auto-definisce un grande acchiappone! Cerca di chiarire perché su Seduction.net non hai un curriculum immacolato!
In attesa di un tuo chiarimento ti rispondo, anche perché dopo aver letto la tua e-mail su New York mi sono informato sul nostro Forum riservato ed ho trovato un report di un nostro GS giornalista che ha lavorato a New York. Non l’avevo mai letto e sono rimasto meravigliato dal fatto che il nostro giornalista sembra confermare in buona parte le tue prime impressioni su New York.
Lo pubblico e ti ringrazio per la segnalazione di New York. Ho secretato solamente la parte sul look, che è esclusiva dei GS, che peraltro conoscono questo report. Solamente io non lo conoscevo! Per questo report non ci sono segreti perché New York non sarà mai una meta per pappagalli né per puttanieri, casomai è una meta da gigolò!
Sto rivalutando il nostro Forum riservato, che alcuni di noi hanno criticato, me compreso. Dopo una richiesta di un report su San Pietroburgo molti GS che ivi hanno soggiornato si sono attivati scrivendo i loro report. Ed anche il nostro IstantKarma, espero di San Pietroburgo, ha scritto un report molto esaustivo con i migliori consigli di seduzione a San Pietroburgo.
Andiamo avanti così.
Ora ti lascio alla lettura del report del nostro giornalista "reporter". Tu ci hai preso! Come mi ha detto Teri Ann Linn: “A New York o hai il look o hai i soldi”.

Belle gnocche in fila. In alcuni locali di Manhattan si attende il face control
Tema Top secret: seduzione nel mondo
Titolo New York: la fucina del seduttore pauroso
Contributo: Se avete paura del controllo sociale, di provare nuovi look, se non conoscete bene il timing, bhè New York è la città giusta dove apprendere in fretta.
Report di due mesi e mezzo di altalenanti emozioni e di una palestra di seduzione accelerata per seduttori pantofolai come il sottoscritto.
Buona lettura
***
DOVE ANDARE
La vita che conta è a Manhattan. Lì girano i soldi e le femmine che contano. Negli altri borough non mi sono mai sentito a mio agio, a parte qualche zona di Brooklyn abbastanza tranquilla per viverci ma priva di attrattive notturne. Ad ogni modo, la desolazione e il rischio aggressioni che generalmente regnano vi farà desistere dall’allontanarvi dall’Isola di Manhattan.
Parlando di quest’ultima, non esiste un centro vero e proprio ma diverse zone con ognuna una propria atmosfera. Io puntavo in alto, alla top class che mi motivava, le miliardarie con il tacco a spillo, i cui punti di riferimento erano i locali di Chelsea, dove vivevo io, ma soprattutto quelli del vicinissimo Meatpacking District, dove in pochissimi isolati sono concentrati i locali più cool della città. Il top erano l’aperitivo e il dopocena-discoteca sulla terrazza del Gansevoort Hotel, dove ho visto delle stra…di alto livello.
Perché vi parlo di discoteche e di vita notturna? Non dovrebbero essere in contrasto con la filosofia del seduttore?
Non ho mai frequentato questi posti, ma a New York non ho avuto alternative:
• Al supermercato in due mesi e mezzo ho incontrato una sola ragazza carina. Causa lavoro potevo andarci o la sera alle sei o il week-end. Il fatto che ci siano spacci ogni due metri favorisce la dispersione, così come lo stile di vita frenetico e la diffusione della consegna a domicilio.
• Proprio il fatto che la gente va di corsa o che ce ne sia troppa sfavorisce il rimorchio stradale. In alcune zone non riesci a camminare, in altre sei da solo oppure vieni seminato dalla gnocca che fa jogging con le cuffie dell’Ipod. Mannaggia a Roma e alla macchina, sono disabituato a camminare! Unica possibilità, la sera, dove le strade possono pullulare di donne da capogiro, spesso in gruppo. E’capitato che con una scusa banale ci sono finito insieme al locale.
• A New York sono molto diffuse le lavanderie automatiche, ma vale lo stesso discorso del supermercato.
• La metropolitana è invivibile, d’estate c’era un caldo pazzesco nelle stazioni, mentre i vagoni erano gelidi. Impossibilità per me di focalizzare, non vedevo l’ora di uscire.
• La pausa pranzo è inesistente, perlomeno nel mio ufficio ordinavamo da mangiare (sempre i delivery… l’anti-seduzione!!), altrimenti avevamo cinque minuti d’aria per andarci a prendere il panino a uno dei duecento deli sotto il palazzo e risalire di corsa.
Restano i locali, unica occasione per i newyorkesi di relazionarsi tra loro. Non potrebbe essere altrimenti, è la città degli speedate, quella che non dorme mai, dove ci sono molti gay e donne single che chiedono maschi e dove, vedremo perché, si fa un notevole uso di antidepressivi.

New York multietnica. Sarah Stephens con le amiche Liane (olandese) e Klara (svedese) frequentano i locali del distretto Meatpacking. Amano cenare al ristorante Buddha Bar
LA SOCIETA’ NEWYORKESE
La rete relazionale della città, infatti, è frettolosa, ci si va per fare carriera, non per fare figli. Gli affitti sono carissimi, non c’è la cultura della casa come da noi, con 2.000 $ stai in un buco di appartamento con qualità dei materiali e dei servizi che da noi sono degni di un palazzo per immigrati. Ricchi a parte, ovviamente, che sono molti ma anche pochi per una metropoli del genere. Un medio-man generalmente viene colto da alienazione ed è costretto dalla struttura della società stessa a uscire e consumare di continuo. Io, il pantofolaio, uscivo ogni sera, i colleghi pure. Quando stavo a casa mi sentivo male. Fortunatamente i locali erano bellissimi e il prezzo abbordabile paragonandoli con quelli equivalenti di Milano e Roma. Il problema è che me ne giravo due a sera…
A CHE ORA E CHE GIORNO USCIRE
I mezzi funzionano, il delivery è anti-seduttivo ma comodo, l’assenza di pausa pranzo pure e, risultato, si esce dall’ufficio in genere alle cinque/sei, con tutta la sera davanti e in più attivi e riposati. Da evitare le giornate dal giovedì al sabato, dove il caos regna sovrano e viene un sacco di gente dallo stato del New Jersey e dai vicini borough. Splendida la domenica e il lunedì sera, le giornate perfette per gli approcci, dove nei locali girano in genere pochi maschi e parecchi gruppetti di donne. Inoltre la musica e l’atmosfera all’interno erano molto rilassate.
IL LOOK
In questo senso la concorrenza maschile americana è di scarso livello, con vestiti sproporzionati alla taglia e di dubbio gusto. Il contrario delle ragazze, alcune vestite da mozzare il fiato. Per puntare alle top class ho adottato un abbigliamento che esprimesse status e creatività, una sorta di manager/gigolò internazionale… in vacanza. Ho avuto un indice di gradimento superiore alle aspettative, il top (ma indossavo di tutto) era rappresentato da [secretato, descrizione e tutti i dettagli del look stanno sul Forum riservato] Più volte sono stato fermato dalle donne proprio per i [secretato, descrizione scarpe sul Forum riservato], che la mia famiglia ha ribattezzato con ribrezzo “le scarpe del [secretato]”. Probabilmente solo a New York si può indossare una scarpa simile per andare per locali ed essere scambiati per un attore, e infatti, una volta tornato in Italia, l’ho ridestinata alla [secretato], (non mia) per non farmi ridere dietro.
Importante anche avere un biglietto da visita, lo hanno tutti, anche le mezze cartucce. Aumenta le possibilità di essere richiamati, il che non è poco come leggerete più sotto.
LA SEDUZIONE A NEW YORK, COME CONCLUDERE
A New York convivono tutte le razze del mondo, con degli esemplari bellissimi di donne dell’est/nord Europa, asiatiche, latine, nere. C’è l’imbarazzo della scelta. Mediamente ho incontrato gente ben determinata, di cultura, gentile e allegra ma non pensate di rincontrarla una seconda volta, e se ciò succede sperate che non sia per interesse. A parte i miei case, altre persone si lamentavano di questa superficialità relazionale. In effetti anche quando cercavo di farmi degli amici a scopo non seduttivo (e lo faccio facilmente da altre parti), lì ho mantenuto i contatti solo con europei o italiani in soggiorno temporaneo.
I primi tempi, poi, ragionavo con il meccanismo del controllo sociale. Dimenticatelo: vi può capitare di vedere qualcuno passeggiare con un boa vivo sulle spalle e nessuno dice niente. Alla fine del mio soggiorno, troppo tardi purtroppo, ho visto anche che nessuno si scandalizza se metti la mano sulla gnocca in pubblico o se loro mettono la mano sul tuo di pacco. Questo è una parte del problema: spesso si pacca dopo una breve conversazione (gli approcci con il look giusto sono davvero molto semplici) e in pochi minuti diventi arbitro del tuo destino. O sei svelto e deciso e la gnocca passa nel tuo letto, oppure si stanca e ti manda a cagare. Alcune, poi, vogliono semplicemente fartela annusare o spennarti, cosa che mi è capitata una sera con una, manco a dirlo, italo-americana! Piccola parentesi, di scrocca filetto ne ho incontrate poche, in genere dal mio portafoglio o uscivano i soldi della mia parte di drink oppure offrivano loro. Spesso non bevevo proprio.

Il timing è un "fondamentale" della seduzione a New York
Per concludere la seduzione il timing è fondamentale, a me è mancato in molte occasioni che sentivo sarebbero andate a lieto fine ma dove non ho avuto il coraggio di agire. Comunque negli ultimi tempi il ghiaccio era ormai rotto. Non avevo più paura del controllo sociale, ero un uomo diverso. Il fatto di avere spesso gli occhi puntati addosso non mi bloccava più come prima.
New York è vivamente consigliata per chi voglia liberarsi delle proprie paure e insicurezze non solo in seduzione. Lo stile di vita ti obbliga a essere attivo, competitivo per la sopravvivenza. Allora New York ti mette in cima al mondo. Altrimenti, e l’ho sperimentato per vicissitudini personali, ti affossa nella depressione. Infatti se nel complesso ho amato la città, la sua efficienza, le sue immense attività culturali, la diversità della sua gente, non ho amato questa altalena troppo estrema di emozioni e non ho amato la seduzione. Perché, importanza del training a parte, è veramente troppo rapida e non puoi sognare neanche di fare [secretato]. Fanno di te quello che vogliono. Non ci vuole un particolare ingegno per rimorchiare, "solo" il look e il timing giusto. Il resto vien da sé.
Autore frankie
Contatto [secretato]
Carlo consiglia la Newsletter TOP SECRET sulla seduzione.
Chi, come, dove e quando sedurre: tutto quello che bisogna sapere, e che nessun altro al mondo vi può dire.
(Lunedì 22 Aprile 2013)
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