Quando la bellezza nasce dalle virtù
Lamis Redissi Miss Tunisie 2025 la missione oltre la Corona
In un tempo di "concorsi vetrina" qui contano presenza cultura impegno e la bellezza è la giusta conseguenza

L'incoronazione di Lamis Redissi Miss Tunisia 2025
(Questo articolo esce con un certo ritardo a causa dei miei impegni negli investimenti finanziari che, con il loro successo — impossibile senza dedizione e concentrazione continue — sostengono Seduction.net. È difficile far funzionare al massimo, nello stesso momento, la mente razionale e la mente creativa, ma mi sto allenando e ci riuscirò.)
Ero ospite alla finale di Miss Tunisie 2025, svoltasi il 22 febbraio 2025 alla Cité de la Culture di Tunisi. Lo scrivo subito, così ci capiamo: se guardi questa manifestazione con lo sguardo superficiale del “concorso di bellezza”, rischi di non capire niente. Perché Miss Tunisia, almeno per come l’ho vista io dal vivo, non è una passerella. È una selezione — e lo è su caratteristiche che, nei concorsi per Miss Mondo dei Paesi occidentali ai quali ho assistito e di cui ho scritto su Seduction, raramente vengono prese sul serio.
Sono stato onorato di essere invitato e ho accettato con interesse, perché in questo concorso — a differenza di molti format occidentali — la bellezza non è usata come scorciatoia. È trattata come un elemento, non come il fine. Il fine è un altro: scegliere una ragazza che possa rappresentare il Paese con dignità, con valori, con virtù, con il senso di responsabilità di essere quasi come una bandiera vivente.
E qui va detto chiaramente: sono stato onorato di essere invitato alla finale da Madame Aida Antar, patron della competizione, e desidero elogiarla. Per l’organizzazione, per lo stile, per il livello generale dell’evento. Ma soprattutto per l’impostazione culturale che ha dato a Miss Tunisia: una visione in cui la Corona non è un premio estetico, bensì il simbolo di una missione. Aida Antar insiste molto su un punto che considero essenziale: la Miss non deve solo “apparire”, deve anche valorizzare — le tradizioni storiche, il patrimonio, i tesori nascosti del Sud, l’identità del Paese.
Ogni finalista: una provincia, un progetto
Una cosa che colpisce subito, dal vivo, è che ogni finalista rappresenta un territorio. Non è folklore. È identità. È un modo di affermare che la Tunisia non è un concetto astratto, ma un mosaico di territori, accenti, storie e tradizioni.
E c’è un altro elemento decisivo, che contraddistingue Miss Tunisia nel percorso verso Miss Mondo: ogni finalista porta un progetto. Sociale, ambientale, charity. Non “una sensibilità” dichiarata per convenienza, ma un impegno presentato come parte strutturale del percorso. È qui che Miss Tunisia cambia natura: non è più “chi è la più bella”, ma “chi è la più giusta”.
Niente sfilate in costume: la classe prima del corpo

Finale Miss Tunisie 2025, Cité de la Culture (Tunisi)
Altro dettaglio che dettaglio non è: non c’è la sfilata in costume come nei concorsi occidentali. E non lo dico con moralismo: lo dico da osservatore culturale.
Togliere lo “show” in costume da bagno significa togliere la scorciatoia del giudizio estetico immediato e primordiale. Significa spronare tutti — giuria e pubblico — a guardare oltre: portamento, eleganza, controllo, linguaggio, personalità, contenuto. E improvvisamente la bellezza torna ad essere ciò che dovrebbe essere: una forma di armonia, non una mercificazione.
La vincitrice: Lamis Redissi (Djerba)

Lamis Redissi in finale aveva il titolo di Miss International
La nuova Miss Tunisie 2025 è Lamis Redissi, da Djerba. E qui arriva una frase che può sembrare provocatoria, ma è semplicemente vera: in questo concorso lei non ha vinto solo perché è bellissima. Ha vinto perché è coerente con la filosofia del concorso.
Lamis ha quell’eleganza naturale che dal vivo risulta ancora più evidente che in fotografia. Ma ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui parla e il modo in cui ascolta. Non recita. Non “interpreta” la Miss. Si percepisce un equilibrio interno, una disciplina mentale.
Mi ha raccontato di un progetto ecologico legato alla sua isola: l’idea del compostaggio degli scarti alimentari degli hotel di Djerba, per migliorare l’ambiente. Non è un tema generico: è concreto, territoriale, ha un senso. Il tipo di progetto che dice una cosa precisa sul carattere di una ragazza: non vuole solo “partecipare”, vuole lasciare una traccia utile alla gente del suo Paese.
Mi ha parlato anche della sua esperienza sportiva: è stata nella nazionale di karate. Anche questo non è un dettaglio da curriculum: è un’informazione psicologica. Le arti marziali, quando sono vissute sul serio, costruiscono autocontrollo, resistenza, lucidità. E queste qualità si vedono, soprattutto in un contesto di palco e pressione.

Il palco dove si sono eibiti gli artisti più famosi della Tunisia
A questo si aggiungono altri impegni che ho ritrovato online e che mi hanno rinfrescato la memoria sulla nostra conversazione: un progetto umanitario per rendere l’ospedale pediatrico di Nabeul più accogliente per i bambini (quindi attenzione al benessere dell’infanzia), e un altro impegno nella lotta all’inquinamento del mare dalla plastica — tema fondamentale per un Paese mediterraneo.
Infine, un altro asse che in Tunisia conta molto e che la patron Madame Aida Antar valorizza: la promozione dei tesori nascosti del Sud, la riscoperta delle tradizioni storiche, del patrimonio culturale. Perché una Miss, qui, non è solo un volto: è anche un modo di raccontare al mondo la Tunisia vera, che non è soltanto quella dei resort e degli hotel turistici.
E poi c’è la formazione, che completa il quadro della nostra Miss: laureata in Business Administration, sta proseguendo la sua formazione con un percorso di master in Marketing. In lei si avverte una cosa rara: la razionalità coniugata con i valori umani.

Un concorso che seleziona anche valori e missione
Lo spettacolo e ciò che resta dopo
Durante la serata si sono esibiti artisti, musicisti, ballerini e professionisti della moda. Non ricordo i nomi (erano nomi arabi e io ero in teatro), ma il senso è chiaro: la finale non era un semplice “show”, era una messa in scena ordinata e identitaria, una Tunisia che sa essere moderna senza dimenticare le sue tradizioni.
E come spesso accade, la verità di un evento non è solo sul palco: è anche nel “dopo”. Dopo la premiazione c’è stata una cena di alto livello, con la presenza anche di ambasciatori stranieri dei Paesi arabi. Momenti così, più della retorica, definiscono lo status internazionale della manifestazione.
E ricordo un gesto semplice ma significativo: il taglio della torta da parte di Madame Aida Antar. Un simbolo di chi ha costruito un progetto e lo celebra senza eccessi, con una sobrietà che è anche una forma di classe. Ho avuto anche l’onore di incitarla a infilare il coltello nella torta.
Cosa serve davvero per diventare Miss Tunisia
Se devo riassumere, direi così: Miss Tunisia non seleziona soltanto estetica. Seleziona un insieme di caratteristiche che in Occidente spesso si sono perse o sono diventate scenografia. Qui invece sono criterio:
Eleganza e portamento, senza bisogno di prove “facili” o provocatorie.
Cultura e identità: la Miss come ambasciatrice di tradizioni e patrimonio.
Impegno reale: progetti sociali, umanitari, ambientali.
Disciplina: mentale e fisica, non solo immagine.
Capacità di rappresentare: parlare, stare in pubblico, sostenere responsabilità.
Per questo, guardando la finale dal vivo, si capisce una cosa semplice: la bellezza non viene negata. Viene rimessa al suo posto. Non è il fine. È la conseguenza.
Profilo Seduction (in sintesi)
Nome: Lamis Redissi
Titolo: Miss Tunisie 2025 (Miss Djerba)
Formazione: Laurea in Business Administration; sta proseguendo la sua formazione con un percorso di master in Marketing
Tratto distintivo: la razionalità coniugata con i valori umani
Ambiente: compostaggio scarti alimentari degli hotel a Djerba; lotta alla plastica in mare
Umanitario/Infanzia: progetto per rendere più accogliente l’ospedale pediatrico di Nabeul
Sport: nazionale di karate
Missione culturale: valorizzazione dei tesori nascosti del Sud della Tunisia

Dopo lo spettacolo in teatro si è tenuta una bella cena riservata a pochi invitati durante la quale ho potuto parlare con Lamis dei suoi impegni in campo sociale e dei suoi progetti futuri

Il taglio della torta della patron Madame Aida Antar: un gesto semplice, un simbolo
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(Giovedì 10 Luglio 2025)
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